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mercoledì 21 ottobre 2020

Piccoli passi avanti.

 La mia è stata, fin dal primo giorno, un'attività mignon, un po' come me.

Non che non sogni qualcosa di più grande, con un laboratorio bello spazioso, un punto espositivo e un'area accogliente con il divanetto e le tisane per le mie clienti. Ma al momento non è possibile e sto imparando ad amare la dimensione così piccola che ho costruito intorno a Sogni Risplendono.

Che poi è cambiato tanto, tutto, da quando cucivo le prime cose con la mia tenera Singer da meno di 100€ e compravo lo sbieco un metro per volta.



Perchè essere piccoli non vuol dire non essere ambiziosi o non voler veder crescere il proprio lavoro, semplicemente si fa un passo alla volta, senza che siano più lunghi della gamba e ponderando bene ogni scelta (a volte anche troppo, diciamolo).

Il mio mondo fatto di stoffe, fili e prodotti zero waste è per me fonte di grande gioia e soddisfazione, non potrei mai farne a meno ma ultimamente sentivo la necessità di fare quel passo in più che volevo fare da tempo, quella della rivendita di tutti quei prodotti zero waste e plastic free che non ero in grado di produrre con le mie mani.



La prima volta che mi venne in mente questa idea ricordo perfettamente cosa stavo facendo. Ero in piscina, non più tardi delle 7:30 del mattino, l'alba che faceva capolino dalle vetrate e tante altre persone intorno a me che nuotavano prima di andare al lavoro.

Quando nuoto (è davvero troppo che non lo faccio), mi faccio sempre dei gran film mentali, è il mio momento di fantasia libera e scalpitante e sognavo ad occhi aperti a come sarebbe stato bello avere un negozio vero e proprio per poter vendere, oltre ai miei prodotti, anche quelli che come consumatrice amo tanto e che consiglierei a chiunque.



Immaginavo già un ampio locale, espositori di legno, piante in ogni angolo, un tavolino per le confezioni regalo e profumo di olii essenziali ovunque.

E' bastato il tempo di due bracciate per capire che per il momento era solo una fantasia, una fantasia bella grande!



Ma io sono del segno del toro, testa dura, volenterosa e che non molla. Ho rimuginato per mesi su questo sogno fino a quando sono giunta alla conclusione che per diventare rivenditore non dovevo per forza fare le cose in grande, potevo usare la misura a me tanto famigliare, quella del piccolo, molto piccolo!

Ed ecco qui che in un balzo temporale ci ritroviamo ad agosto, quando durante le mie vacanze passavo le ore a studiare i vari brand, le loro caratteristiche, i prodotti, a testare quelli che non conoscevo e a capire che passi dovevo fare, soprattutto da un punto di vista burocratico.



Avevo in mente di essere pronta per metà settembre ma devo ancora imparare che gli imprevisti e le beghe varie sono sempre molte di più di quel che si pensa per cui è slittato tutto ad oggi, 21 ottobre 2020, data da ricordare.

Sì! La voglio ricordare questa data, perchè non importa quanto piccolo sia stato questo passo, non importa che la merce ci stia tutta dentro un'anta dell'armadio perchè ho ordinato 5 pezzi per prodotto, non importa se non ho un angolo tisane per accogliere le clienti. 



Il profumo di olii essenziali c'è lo stesso e ogni volta che apro quelle ante mi batte il cuore un po' più forte, felicissima di questo nuovo passo avanti.

E poi come si dice? Mai dire mai! Magari un giorno arriverà il mega negozio pieno di piante.

Per ora trovate tutto qui, nel mio shop.

Un abbraccio.

Sara


domenica 16 febbraio 2020

Si può essere sostenibili su Instagram?

Ammettiamolo dai, chi di noi non ha mai acquistato un oggetto con l'unico scopo di essere usato come props per una foto di Instagram?
Mi sa che ci siamo cascati un po' tutti e ogni tanto concederci un regalino non è poi la fine del mondo.
Se però questo diventa un'abitudine tutta incentrata sul consumismo allora non ci siamo.
In realtà le nostre case sono già piene zeppe di oggetti che ci possono venire incontro nella realizzazione di scatti creativi per i nostri profili, basta solo guadare ciò che ci circonda con un'occhio diverso.

CUCINA



Partiamo dal settore più facile, impossibile che nelle nostre cucine manchino oggetti che possano essere utilizzati come props!

  • piatti, piattini, vassoi, teglie, posate, mestoli, bicchieri, bottiglie, pirottini di carta, caffettiera...
  • tovaglie, tovagliette, strofinacci, tovaglioli, presine, grembiuli..
  • frutta, verdura, dolcetti, pane, frutta secca, erbe aromatiche, creme varie....
  • libri di cucina, ricettari
BAGNO

Anche qui se guadate bene gli oggetti da poter utilizzare sono tantissimi! 

  • Spugne, dischetti struccanti (lavabili ovviamente!), saponette, dispenser di sapone, spazzola, beauty case, profumi, trucchi...
CAMERETTA BIMBI



Se avete dei bimbi piccoli, beh allora è una vera pacchia! Quante cose carine ci sono nelle camerette dei nostri figli?

  • Giochi, libri, vestitini, pupazzi, calze colorate, ciuccio, biberon, lucina per dormire, una buffa lampada, cuscini...
SALOTTO

Un salto in sala ed ecco che tra mensole, armadi e tavolini possiamo trovare un vero tesoro!
  • Piante e talee, libri, cuscini, copertine, soprammobili, quadri, candele, lucine, decorazioni varie...
MISTO

E vogliamo parlare di tutti quegli oggetti che non rientrano in nessuna categoria precisa ma che rendono più accogliente le nostre case? Oppure che abbiamo semplicemente conservato perchè ci rendono felici? (Marie Kondo insegna).


  • Nastri, carte da pacchi, cartoline, agende, calendari, chiavi, bottoni, fili colorati, decorazioni natalizie, stecche di cannella o anice stellato, fiori secchi....
FUORI CASA

Se tra le quattro mura domestiche vi sembra di non avere abbastanza, allora infilate scarpe e cappotto e andate a fare una camminata nei parchi o meglio ancora nel bosco/mare, quanti bellissimi oggetti si possono trovare? Avrete così anche una scusa per respirare aria fresca e farlo insieme alla vostra famiglia. Potrebbe anche diventare un gioco da fare con i bimbi, loro sono dei veri campioni nello scovare tesori.

  • Pigne, foglie, ghiande, fiori, rametti ma anche sassi, sabbia, conchiglie, vetri levigati dal mare..


Insomma c'è solo l'imbarazzo della scelta, basta usare un po' di fantasia e guardare le cose da un'altra prospettiva.
Utilizzando ciò che abbiamo a casa invece di ricorrere sempre all'acquisto compulsivo di cose che in realtà, ad esclusione della foto, non ci servono, aiuterà a tenere le case un po' più sgombre e ad alleggerire le discariche.

Riempiamo Instagram di immagini belle che sono gioia per gli occhi ma rendiamole anche più sostenibili.

Buon lavoro!
Sara










domenica 3 febbraio 2019

Lavorare da casa: istruzioni per l'uso.

Lavorare da casa ed essere produttivi senza soccombere a lavatrici, pranzi da preparare e figli a cui badare: come si fa?

La risposta magica purtroppo non ce l'ho, soprattutto per quanto riguarda l'argomento pargoli. 
Però in questi anni da lavoratrice autonoma casalinga qualcosa l'ho imparata e mi fa piacere condividerla con voi, visto che mi chiedete spessissimo consigli a riguardo.

Partiamo dal presupposto che quando non avevo Giulio era tutto mille volte più semplice quindi se anche voi avete un bimbo che gironzola per casa mentre lavorate non sarà mai facile e la produttività avrà un calo per forza di cose.
Appurato questo e avendo messo l'anima in pace a tal proposito, vediamo quali possono essere i piccoli accorgimenti per dare il meglio possibile.




1) Stai lavorando, non sei casalinga.
Lo so, è davvero difficile entrare nell'ottica ma se si vuole rendere produttivo un lavoro deve avere necessariamente la priorità su tutto (o quasi). 
Quindi vietatissimo ritardare l'inizio dei lavori perchè volete fare i mestieri di casa, interrompervi mille volte per fare lavatrici, stendere ecc. Mai e poi mai dare la brutta abitudine ai parenti di andare voi a fare le commissioni perchè tanto lavorate da casa!!! 

Questo vuol dire sacrificare parte del weekend per recuperare i mestieri? Sì. Esattamente come tutte le persone che lavorano in ufficio. Questo ragionamento ovviamente vale per chi ha come obiettivo quello di guadagnare come un full time, se vi basta meno allora avete tutto il tempo per fare entrambe le cose.

Lavorare da casa però ha il vantaggio di poter gestire come meno difficoltà la famiglia ed effettivamente rinunciare a questo vantaggio del tutto è un po' un peccato. Come al solito ci aiuta un compromesso, fare poche cose in precisi momenti della giornata e non sforare mai. Io ad esempio carico la lavatrice come prima cosa la mattina presto ma aspetto la pausa pranzo per stendere. E' vero, è una cosa che porterebbe via poco tempo ma da lì a dire "dai già che ci sono faccio anche questo, poi quest'altro.." è un attimo e vi assicuro che si perdono le ore.

2) Zittire i social.
Questo per me, che con i social ci lavoro, è davvero difficile e annullarli del tutto durante la giornata ho visto che non funziona. La mia personale soluzione al problema è stato togliere le notifiche, ad eccezione delle email. In questo modo mi distraggo molto meno.

3) Ascoltare podcast.
Una cosa che noi lavoratori da casa facciamo spesso è guardare un telefilm durante la giornata. Non è una cosa che boccio del tutto perchè in alcuni momenti lo faccio anche io ma preferisco farlo solo in minima parte. Infatti anche se ho lo schermo alle spalle della macchina da cucire mi ritrovo spesso a interrompere il lavoro per seguire meglio un dialogo o guardare una scena. Preferisco di gran lunga ascoltare un podcast dove non ho la distrazione delle immagini e in linea di massima imparo anche qualcosa di nuovo.

4) To do list fattibile.
Io sono una grande sostenitrice delle to do list giornaliere, non potrei vivere senza. La cosa fondamentale secondo me è farla nel modo corretto, senza esagerare con le cose da fare ma senza neanche darsi due mini obiettivi in croce per essere sicuri di fare tutto. 

Nelle to do list io consiglio sempre di inserire anche gli impegni personali perchè ahimè anche quelli portano via tempo e bisogna conteggiarli nella programmazione della giornata. Ad es. se dovete uscire per andare dal commercialista o a comprare del materiale inseritelo in agenda. 

Una volta strutturata la vostra giornata fate i salti mortali per spuntare tutte le voci entro un orario normale (non alle due di notte per capirci.). 
Credo sia importante essere produttivi nelle otto/dieci ore di lavoro quotidiane e non fare di più. 
Amo il mio lavoro ma altrettanto la mia vita e la reputo troppo breve per passarla interamente alla macchina da cucire. Cosa direste ad un vostro conoscente se vi dicesse che rimane in ufficio fino a notte fonda invece di tornare dalla propria famiglia? Che non è tanto registrato. Quindi perchè dovremmo farlo noi da casa? Meno perdite di tempo e più ottimizzazione di ogni singolo minuto!

5) Butta giù il rospo!
E' una tecnica molto famosa per quanto riguarda la produttività ossia fare come prima cosa della giornata la cosa che ci piace meno e che tenderemmo a rinviare all'infinito nel corso della nostra giornata. Meglio farla subito e dedicarsi poi alle mansioni più piacevoli. 
Della serie: via il dente, via il dolore!

6) Organizzare il menù settimanale.
Ma di questo ho già parlato abbastanza, li lascio i post qui e qui se ve li siete persi.

7) Organizzare le spedizioni (se vendi prodotti fisici) solo una volta alla settimana.
Questo aspetto credo sia molto soggettivo perchè vedo che tante brave colleghe si comportano diversamente. Per me questo è il metodo migliore, concentro tutto in una sola giornata e non ci penso più. Questo perchè dilazionando le spedizioni nella settimana mi ritrovo costantemente a dover gestire eventuali problemi di consegne, richieste di clienti sulla posizione del pacco ecc.

8) Sempre gli stessi fornitori.
Cerco di avere sempre gli stessi fornitori di fiducia e acquistare più o meno sempre le stesse cose. Ovviamente a questo punto si arriva dopo averne provati diversi e sperimentato ciò che è più adatto a noi.

9) Svegliarsi presto la mattina.
Quando si lavora da casa, senza nessuno che ci aspetta al varco per timbrare il cartellino in orario, si rischia di rimanere a letto più del dovuto. 
Onestamente sono molto scettica riguardo al fatto che si possa essere più produttivi la notte, quando il cervello è già affaticato. 
Quindi per me è molto meglio alzarsi presto la mattina e fare orario d'ufficio (magari giusto un paio d'ore in più) anche se come sempre immagino che ci possano essere realmente delle eccezioni. 
Alzarsi presto può diventare difficile se come me si ha un bimbo che non dorme bene la notte e che interrompe il riposo un numero inestimabile di volte. 
Ma se riesco io può farcela chiunque, basta andare a letto ad un orario umano.

10) Delegare.
Questo ahimè non mi appartiene, non riesco a dare parte del lavoro ad altri, è più forte di me.
Se però la cosa per voi non è un problema e avete i mezzi per farlo, di sicuro delegare parte del lavoro a terzi aiuta sicuramente. 
Idem per i lavori domestici, se potete farvi aiutare tutto di guadagnato, io per ora continuo a sacrificare parte del weekend.

Questi sono i punti che secondo me sono le basi per essere produttivi quando non si ha un capo ad aspettarci in ufficio. 
Spero vi possa essere utile e che possa togliervi alcuni dubbi riguardo la produttività.

Un abbraccio.
Sara

domenica 27 gennaio 2019

La responsabilità di avere un figlio maschio.

Hai appena imparato a camminare e ti guardo girare per casa con quel passo da paperotto, mentre cerchi di acchiappare il gatto. Poi ti volti per incontrare il mio sguardo e il viso si illumina del tuo sorriso a otto dentini, come se in me vedessi tutta la sicurezza del mondo, tutte le conferme di cui hai bisogno. 
Ti guardo e penso che crescerai, diventerai un adolescente ribelle che vuole il motorino, un ragazzo che cerca la propria strada nel mondo, un uomo che si innamorerà e avrà la sua famiglia. 

E io sento sulle mie spalle tutta la responsabilità di essere la tua guida. 
Desidero insegnarti il rispetto degli altri, a non usare la forza bruta per ottenere ciò che desideri ma l'intelligenza e a guardare le altre donne con gli stessi occhi con cui guardi me. 



Perchè sì, certe notizie di cronaca nera mi spaventano. 
Perchè sì, un mondo in cui le donne spesso valgono meno degli uomini mi spaventa.
Perchè sì, sarai un uomo ma vorrei che avessi comunque la sensibilità per metterti nei panni degli altri, anche se questo per i più stupidi sarà sinonimo di debolezza.

Ma non c'è nessuna debolezza nel voler trattare il mondo e i suoi abitanti con amore, rispetto, gentilezza.
Spero che l'esempio che avrai sempre nella tua quotidianità ti insegni che un uomo è tale anche se lava i piatti, cambia pannolini, abbraccia i propri figli, piange se è triste e chiede scusa. 

Nel tuo cammino troverai tante persone che ti diranno che tutto ciò è da femmine o peggio, useranno quei termini squallidi che mettono i brividi solo a pensarci. Ma tu non dar retta a loro, perchè mentono, perchè probabilmente non hanno mai conosciuto i frutti dell'essere delle persone dal cuore di burro. 
Ma noi sì, questa fortuna ce l'abbiamo proprio sotto il nostro stesso tetto. 

Quando ti perderai un po', perchè succederà, girati e guarda lui. 
Il tuo papà, l'uomo che più ti può insegnare ad esserlo anche senza schiacciare gli altri, ad essere un marito anche senza voler prevaricare, ad essere padre anche senza essere padrone. 
Amato figlio mio, mi auguro per il tuo futuro tante cose, alcune si realizzeranno altre forse no. Ma più di tutto per te spero una vita colma di amore, empatia e sensibilità, anche se tutto ciò farà male, oh sì se farà male.

Essere sensibili è doloroso, non te lo nascondo. 
Ogni parola scortese ferisce come una lama. 
Ogni tradimento lascia segni indelebili. 
Ma sì sa, ogni giardino fiorito necessita di sforzi e capirai nel tempo che tutti quegli sforzi verranno ripagati dall'amore che riceverai indietro.

La tua mamma.

martedì 22 gennaio 2019

Come organizzare il menù settimanale.

Lo so che vi capita spesso di trovarvi davanti al frigo aperto, a contemplare tutte quelle verdure, mozzarelle, prosciutto e uova senza sapere cosa mettere insieme per la cena. E nel frattempo lo stomaco brontola, i bimbi dall'altra stanza chiedono a gran voce quando si mangia e il vostro cervello è decisamente troppo stanco per trovare una soluzione rapida, sana e buona.

Ma come sapete un modo c'è (secondo me) per ovviare a ciò ed è programmare il menù settimanale tutto in una volta.
In questo post vi avevo già raccontato quali sono secondo me i cinque buoni motivi per provare a gestire la cucina in questo modo e in tantissime lo avete trovato utile e d'ispirazione.
Ultimamente è un argomento che sta piacendo tanto, forse perchè una volta provato non si torna più indietro e lo si consiglia ad amici e parenti. Forse semplicemente perchè le cose da fare ogni giorno sono davvero tantissime ed averne una in meno a cui pensare non guasta.




Spesso però mi scrivete chiedendomi come si fa a creare un menù che sia equilibrato, mai noioso e soprattutto facile da gestire. Come sempre la mia non è la verità assoluta ma solo la voglia di condividere con voi le mie piccole scoperte, sperando che vi possano tornare utili.

Come prima cosa bisogna decidere quali alimenti si desidera portare in tavola e ciò ovviamente dipende dal vostro stile alimentare, esigenze di salute o scelte personali di vario genere. Noi abbiamo optato per una dieta mediterranea con poca carne, di conseguenza, una volta preparata la griglia della mia settimana con tutti gli spazi per i pranzi e le cene, comincio con inserire:

1) una volta  carne con verdura
2) una volta pesce con verdura
3) una volta uova con verdura
4) una volta torta salata alle verdure
5) una volta legumi
6) una volta zuppa
7) una volta (di solito il sabato sera) qualcosa di goloso tipo le piadine fatte in casa
8) una volta pasta fresca
Tutte le altre caselle mettiamo pasta e riso in vari modi.

Nel nostro caso ci sono due piccole complicazioni, ossia che mio marito non ha turni di lavoro fissi e a volte pranza fuori e in quel caso devo preparare un piatto che può portare via. Altre volte torna a casa molto tardi e preparo qualcosa che si possa scaldare al suo rientro. Infine c'è Giulio, che ancora non mangia tutto quello che preparo quindi devo fare un sotto menù per lui.

Una volta organizzato tutto vado a vedere che ingredienti mancano in dispensa e li aggiungo alla lista della spesa, in modo da poterla fare una sola volta a settimana (ovviamente tranne articoli freschi come latte e pane).

Importante quando si scrive la lista della spesa indicare se alcuni alimenti è bene che abbiano scadenza lontana. Vi faccio un esempio pratico. Noi facciamo la spesa lunedì o martedì e spesso nel weekend mi servono latticini per le ricette in programma. Per quelli segno che devono avere scadenza lontana, così non rischio che vadano a male o si rovinino. Sempre per evitare di rovinare gli alimenti il pesce lo metto in programma sempre per la sera stessa in cui lo compriamo.

Facendo così potete anche, se la ricetta lo consente, portarvi avanti per la cena o il pranzo del giorno e ottimizzare i tempi. Secondo me questo è un ottimo modo per mangiare in modo molto più sano, risparmiando tempo ma anche soldini (non si butta via nulla), si hanno meno grattacapi e ci si può dedicare con serenità ad altre cose.

Spero che questo post vi sia stato utile e che vi spinga a provare questo metodo.
Un abbraccio e alla prossima!
Sara

lunedì 7 gennaio 2019

Crescita, la mia parola del 2019.

Negli ultimi anni un po' tutti ci soffermiamo a pensare quale potrebbe essere la parola che ci accompagnerà nei prossimi dodici mesi, è un po' un rito per partire carichi dopo le lunghe vacanze natalizie (o almeno ci proviamo). 

L'anno scorso per forza di cose la mia è stata Equilibrio, perchè sapevo che me ne sarebbe servito davvero tanto per tenere insieme bimbo piccolo e lavoro (da casa, no comment). Direi che tutto sommato non me la sono cavata poi così male, si poteva fare meglio, come sempre, ma ho fatto davvero l'impossibile per tenere insieme tutto. 

Per questo 2019 ho invece scelto Crescita, perchè ne sento un disperato bisogno! 




Crescita come donna, perchè ritengo che ci sia sempre da imparare.
Crescita come madre, perchè ammetto di non sentirmi proprio la migliore sul pianeta.
Crescita come moglie, perchè questo primo anno ha messo a dura prova anche la coppia, come è normale che sia.
Crescita nel lavoro, perchè se l'anno scorso ho cercato di rimanere a galla, ora voglio migliorare, inserire nuovi prodotti che mi consentano di avere un profitto scalabile (incrociate le dita per me), non dover avere mille sensi di colpa se mi prendo delle vacanze o semplicemente devo staccare tutto perchè Giulio ha bisogno di me. 

Per raggiungere tutti questi obiettivi sto lavorando molto su me stessa, perchè sono convinta che nessuno di questi miglioramenti ci potrà mai essere se non investo come prima cosa sulla mia crescita personale.

Auguro a tutti voi di trovare la marcia giusta per iniziare questo nuovo viaggio e che vi possa regalare tante soddisfazioni.

Sara

lunedì 10 dicembre 2018

Quanto è difficile fare qualcosa per se stessi.

Siamo ad un passo dalle feste natalizie, tutti presi dall'organizzazione di pranzi e cene mirabolanti, in cui dover incastrare impegni di svariate famiglie, senza lasciar fuori nessuno, assicurarsi di aver comprato il regalo giusto per tutti, impostare infinite liste della spesa e menù ancora più lunghi, assicurarsi che la casa sia tirata a lucido per ospitare il via vai degli ospiti, lucine messe al posto giusto per far sì che sia accogliente ecc ecc ecc ...... ma sorge una domanda? Durante le vacanze natalizie non dovremmo riposarci anche noi? Soprattutto dopo mesi e mesi di duro lavoro, magari in cui abbiamo in contemporanea anche fatto le casalinghe e le mamme?




Ed ecco che come tutti gli anni ci ricaschiamo, mettiamo da parte noi stesse perchè c'è sempre qualcuno o qualcosa di più importante a cui dedicarci, poi se avanza tempo facciamo qualcosa anche per noi stesse. Diciamo così ma dentro di noi sappiamo fin dall'inizio che quel tempo non ci sarà neanche questa volta ed arriverà gennaio con i suoi nuovi inizi che saremo più stanche ed un po' deluse di prima. Quindi faccio un appello, anche a me stessa che tende ad essere un po' sorda a riguardo, impegniamoci quest'anno a trovare il tempo anche per noi. Non servono grandi cose, ritagliarsi il tempo per farsi una maschera in santa pace, delegare qualcosa agli altri che di certo non moriranno per questo, godersi le famose lucine sedute dal divano con una tisana in mano, farsi un bel regalo da trovare sotto l'albero, chiudere gli occhi davanti ad un bagno non lucido ed uscire a camminare in centro con la propria famiglia o amiche. Alla fine sono tutti piccoli gesti che difficilmente rovineranno il Natale degli altri, anzi saranno felici di vederci un attimo più serene e rilassate. A volte mi viene il dubbio di vedere grandi necessità dove non ci sono e di perdermi momenti speciali persa nella mia mania di organizzare tutto nei minimi dettagli.
Qualcosa mi dice che sono in buona compagnia, che anche voi avete lo stesso problema. Aspetto di leggere i vostri punti di vista qui sotto o al post di Instagram.
Un abbraccio.

Sara

giovedì 8 marzo 2018

Storie di donne contro le donne.

Lo so, è un post un po' strano da scrivere il giorno della festa della donna ma questa mattina mi sono svegliata e ho pensato che fosse più utile questo che i soliti auguri di rito. Ho bisogno di condividere con voi questa mia riflessione perchè ho come l'impressione che più passa il tempo e più la solidarietà femminile vada a farsi friggere.



 Proprio ieri Maria Sole affrontava questo argomento nelle sue stories, soffermandosi in particolare su come molto spesso si leggano commenti denigratori riferiti ad altre donne e madri, come se queste, solo perchè famose, non abbiano sentimenti o diritto di essere trattate con rispetto. 

In nove mesi di gravidanza non c'è stata una singola volta in cui qualcuno mi abbia dato la precedenza alla cassa del supermercato ad esempio. Non dimenticherò mai quella signora che si è girata verso di me, ha guardato il pancione e si è rivoltata come se nulla fosse (tra l'altro avevo giusto due cose da pagare). O la simpaticissima signora che ho incontrato alla prima visita dal pediatra, la quale, dopo aver scoperto che Giulio aveva solo cinque giorni, mi ha guardato quel che restava della pancia e mi ha chiesto se ne aspettavo già un altro...vi rendete conto? 

Ma passiamo alla malsana invidia verso chi nella vita è riuscita ad emergere. I commenti sono sempre: sicuramente il marito mantiene la baracca, è una figlia di papà, sono capaci tutti con gli aiuti e via dicendo, senza magari sapere che le cose sono molto diverse. E se anche fosse vero io dico sempre che se sei una cretina puoi avere tutto l'aiuto del mondo ma non vai da nessuna parte. 

E chi sono le persone che dicono queste cose? Gli uomini forse? Udite udite no! Sono altre donne!!! Trovo che tutto tutto ciò sia davvero triste e avvilente. Quindi va bene festeggiare la festa della donna, anzi vi auguro di trascorrere una piacevole serata con le amiche o di fare quel che più amate ma cerchiamo di rispettarci ogni singolo giorno dell'anno, non solo quando riceviamo mimose e cioccolatini.
Un abbraccio a tutte voi!

Sara

martedì 6 marzo 2018

Quando organizzarsi non basta...bisogna mantenere la calma.

Non pensavo avrei mai scritto un post del genere, non io che sono la fissata dell'organizzazione, quella che si programma pure il menù settimanale in base alle previsioni meteo. Eppure eccomi qui a pubblicare questa mia piccola riflessione sul tema. Organizzarsi non basta, me l'ha insegnato da poco un signore alto meno di 60 cm, che con le sue esigenze mi scombina sempre tutti i piani! Riuscire a farmi guidare dagli eventi giorno per giorno è per me difficile e causa di non poco sconforto ma più passa il tempo e più mi sto "rassegnando" alla situazione cercando di prenderne il buono. 



Cosa ci può essere di bello nel vedere la propria agenda tutta pasticciata per i continui cambi di programmi? Che sto imparando a vivere con meno ansia e più leggerezza. Sono consapevole che sarà e che deve essere solo per un breve periodo, che prima o poi i mal di pancia passeranno, lui diventerà più autonomo e potremo lavorare insieme senza grosse interruzioni. Ma nel frattempo è inutile piangersi addosso, meglio essere adattabili ed elastici, tornerà il tempo per essere inflessibili. Però questo non vuol dire che passo le mie giornate in balia di Giulio, focalizzandomi solo su di lui perchè proprio non fa parte del mio modo di essere, bensì cerco di fare del mio meglio (sia al lavoro che in casa) per sfruttare ogni attimo libero per fare ciò che c'è da fare. Paradossalmente questa situazione complicata mi sta insegnando ancora di più ad organizzarmi, sfrutto ogni suo pisolino per cucire, infornare la torta per la colazione, fare la lavatrice ecc. Ma soprattutto non mi sento assolutamente meno madre di altre se lascio il pargolo al papà ogni volta che posso, per potermi così rintanare in laboratorio a lavorare per voi. Insomma ancora una volta la natura ci insegna, i veri vincitori sono quelli che si sanno adattare alle situazioni e aggiungerei anche chi riesce a mantenere la calma.
Sara

mercoledì 7 febbraio 2018

La mia parola per il 2018: equilibrio.

Negli ultimi anni, con l'arrivo di gennaio, mi ritrovo a pensare a cosa desidero per i successivi 12 mesi e a cercare una parola chiave per descrivere tutto ciò. Quest'anno non ci ho dovuto pensare molto, la parola EQUILIBRIO è arrivata subito! Equilibrio tra la vita di prima e quella di adesso, equilibrio tra la mia vita di piccolissima (ma tanto amata) imprenditrice, quella di moglie ed ora anche di mamma. Tre aspetti della mia vita che non si incastreranno molto facilmente, soprattutto senza aiuto, con la dolce metà che ultimamente a casa c'è davvero poco, mia madre lontana e la stanchezza dovuta alle notti diciamo movimentate. Nonostante ciò, a poco meno di un mese dalla nascita di Giulio, ho ripreso a lavorare. In molte mi avete scritto dicendomi che è troppo presto, che devo riposarmi e di godermi questi momenti che non torneranno più ma io questo equilibrio lo voglio trovare presto, lo voglio trovare ora! 



Detto così sembra che non sia felice della mia nuova dimensione di madre ma ovviamente non è vero, solo che io sono sempre Sara, la vecchia me non è morta, si è solo ingrandita con nuovi aspetti della vita ma continuo ad amare ciò che facevo prima e voglio continuare a farlo. Stavo per scrivere che le tasse vanno pagate anche se si ha appena avuto un figlio ma la verità è che a prescindere da questo (che è comunque vero) io adoro sedermi alla macchina da cucire per dare vita con le mie mani a buffe creature e piccoli sprazzi di magia. Non ne posso fare a meno, mi tiene viva, con la scintilla sempre accesa e la mente in fermento. Ovviamente al momento non riesco a tenere i ritmi di prima, qualcuno mi reclama abbastanza spesso e ha sicuramente la priorità ma non per questo rinuncerò a tutto il resto. Se mi avete seguito un po' su Instagram in queste ultime settimane avrete visto che tra una poppata, un pianto da placare e un cambio pannolino ho sempre trovato il tempo di preparare il dolce della colazione, organizzare il lavoro dei prossimi mesi, fare rifornimento di materiale e via dicendo. Ci metto più tempo ma riesco lo stesso e ancora una volta posso affermare senza paura che "Volere è potere!". Sono sicura che non tutti i bimbi diano così tanto margine d'azione, che altre situazioni siano più complicate e difficili ma io posso parlare solo per me stessa ed è così che la sto vivendo. Spero che questo post sia di conforto alle future mamme che sono un po' in ansia al pensiero di cosa le aspetta, soprattutto perchè spesso e volentieri le persone intorno a noi provano grande piacere a spaventarci e a farci vedere tutto nero (il motivo mi è ancora sconosciuto). I momenti no ci sono, sia chiaro, un paio di piantini me li sono fatti anche io e dopo la millesima poppata della giornata a volte vorrei dire "Ciao a tutti, io me ne vado!" ma si supera tutto e si riesce a fare più di quel che si pensa. Quindi caro Equilibrio, io sono pronta, che la sfida abbia inizio!

Sara


P.S. gli ordini non sono ancora riaperti, soprattutto quelli con scadenza imminente. Per ora sto solo lavorando per chi si era iscritto tempo fa alla lista d'attesa, quando sarò operativa al 100% vi avviserò.

domenica 10 dicembre 2017

Cinque valide ragioni per creare il menù settimanale.

Che io sia una patita dell'organizzazione e delle liste ormai è risaputo ma forse non tutti conoscono il mio amore senza confini per la pianificazione del menù settimanale. Spesso quando ne parlo le persone mi guardano con un misto di scetticismo e ammirazione (è un mix strano in effetti) ma dato che sono fermamente convinta che sia una delle cose più utili che ci siano ho deciso di scrivere un post per raccontarvelo meglio. Per convincervi della sua utilità mi baserò su i suoi cinque importantissimi vantaggi.



1) Ottimizzate il tempo.
Decidendo a tavolino una volta a settimana cosa andrete a preparare nell'arco dei sette giorni farete la spesa una sola volta invece di mille uscite (tranne ovviamente per cose fresche come il latte e il pane). Sapendo già cosa avete in programma per il giorno successivo non starete a perdere tempo a pensare e ripensare cosa fare con i due ingredienti che avete in frigo ma andrete a colpo sicuro. Infine potete sempre portarvi avanti, ad esempio se a cena state facendo cuocere un risotto e sapete che per il pranzo del giorno successivo è prevista una calda zuppa potete già metterla sul fuoco e dopo non vi resterà che scaldarla.

2) Mangiate meglio.
Quante volte vi siete buttate sulla prima cosa che avete trovato in dispensa perchè avete finito di lavorare tardissimo o semplicemente non avete voglia di mettervi a fare nulla, neanche a pensare a cosa cucinare? Io tante prima di imbattermi in questo metodo e di sicuro non si mangia mai benissimo quando si fa così. Progettando il menù prima andrete a distribuire nell'arco della settimana tutti gli alimenti che ritenete importanti per la vostra alimentazione, alternando proteine a carboidrati o fibre.

3) Niente sprechi.
Se fate il menù prima di andare a fare la spesa acquisterete solo quello di cui avete realmente bisogno, al termine dei sette giorni avrete consumato tutto e non avrete buttate neanche una sola foglia di insalata (cosa che personalmente odio profondamente).

4) Risparmiate.
Ovviamente c'è anche la questione risparmio, perchè facendo una spesa mirata non solo non sprecherete cibo ma neanche soldi in prodotti che altrimenti finirebbero nella spazzatura. Per non parlare della benzina, che a meno che non abbiate il supermercato sotto casa consumate ogni volta che andate a fare la spesa. Se decidete il menù e vi impegnate un minimo risparmierete anche perchè andrete a cucinare tutto partendo dalle materie prime e non facendo incetta di cibi già pronti che sono spesso poco sani, pieni di imballaggi inquinanti e più cari.

5) Non mangiate sempre le stesse cose.
Organizzando a tavolino il menù non mangerete mai le stesse cose, provare per credere. E' vero che io amo particolarmente cucinare e ho tanta fantasia ma sono comunque una donna che lavora (e tanto) e nonostante ciò prima di ripetere lo stesso piatto passano minimo dieci giorni. Se questa settimana la dose di legumi prevede una zuppa di lenticchie, la settimana dopo farò le polpette di fagioli e quella dopo ancora del delizioso hummus di ceci e così via.

Detto ciò ovviamente non è che bisogna per forza di cose prendere alla lettera il menù che avete scritto, pena la fine del mondo! Se per qualsiasi motivo avete necessità di invertire i pasti, sostituirli con altri o semplicemente vi viene un'improvvisa voglia di pizza nessuno vi obbliga a rimanere ligie alla lista.

Spero di avervi convinto a provare e di essere stata realmente utile almeno ad alcune di voi. Munitevi di taccuini o blocchetti e stilate la vostra lista. Se avete scarsa fantasia culinaria vi consiglio di crearvi una lista di ricette che usate fare dividendole per categorie (primi, secondi, contorni) e di consultarla quando siete a corto di idee.
Un abbraccio e buon menù settimanale!
Sara

venerdì 14 luglio 2017

Percorsi tortuosi, non fallimenti.

Io ho un piccolo problema...sono permalosa.
Ebbene sì, odio questo mio aspetto del carattere ma è la dura verità. E' uno di quei difetti che non auguro a nessuno, perchè oltre a farti stare sempre male ti costringe a non osare mai qualcosa che pensi di non fare bene per paura delle critiche. Per lo stesso motivo ancora oggi mal digerisco le frasi di certi parenti e conoscenti che quando mi vedono o sentono per telefono continuano a chiedermi se ho trovato lavoro o se faccio ancora "le mie cose". La mia parte razionale sa che non deve assolutamente dare peso a frasi del genere, dette da persone che non sanno nulla del mio percorso, degli sforzi immensi che faccio quotidianamente per far crescere il mio small business e parliamoci chiaro, dei miei guadagni.


 Il fatto è che per una determinata categoria di persone non aver trovato lavoro nel settore per il quale si ha studiato è una grave sconfitta, un segno di fallimento e mancanza di talento. E dato che sono permalosa finisco anche io per crederci e starci male quando me lo fanno notare in maniera più o meno velata. Però com'è che si dice? Realizzare di avere un difetto è il primo passo per migliorarsi e quindi ho deciso che devo imparare ad essere fiera di me e soprattutto di smetterla di vedere come una sconfitta il cambio di rotta preso durante gli ultimi anni. Sapete che c'è? Che in realtà non è stato tempo perso, che non ho fatto buttare soldi ai miei genitori, che non è vero che se andavo a lavorare dopo il diploma era meglio. La verità è che nella vita serve tutto, da ogni esperienza c'è tanto da imparare, anche da quelle negative, l'importante è aprire gli occhi per vedere gli insegnamenti. Cosa mi è servito laurearmi in scienze naturali per fare l'artigiana? Beh molto semplice, le facoltà scientifiche insegnano principalmente ad affrontare i problemi ed i quesiti in maniera logica, con ragionamenti che esulano dal ripetere a pappardella un paragrafo di libro. Insomma quel che in gergo si chiama problem solving. Avete idea quante volte mi abbia salvato questa mia capacità? Tante, credetemi. Lo studio aiuta ad aprire la mente, ad imparare a vedere le cose da prospettive diverse e a volte per uscire da una situazione difficile basta solo guardarla in un modo diverso, provare per credere. E per tutto il resto? A cosa mi è servito? Beh ad essere la Sara che sono ora, che non è poi così poco. L'essere se stessi in quanto individui e non solo legato al lavoro viene spesso messo in disparte quando in realtà è alla base di tutto. E se è vero che i ricordi e le esperienze belle ci arricchiscono, fanno altrettanto i momenti brutti. Forse questi sono ancora più importanti, anche se ovviamente ne faremmo a meno. Quando qualcuno mi chiede come penso di essere diventata quella che sono, con i miei modi di vivere la vita, di pensare e ragionare mi vengono in mente sempre e solo due cose: la mia infanzia e il periodo nero della mia vita, un motivo ci sarà.

Sara

domenica 11 giugno 2017

Impara l'arte e mettila da parte.

Quando ero piccola vivevo in un paesino vicino a Milano e avevo una vicina di casa che chiamavamo La nonna Luigina. Non era mia nonna ma da bimba che non aveva avuto la fortuna di avere quel genere di affetto è stata una figura molto importante. Era conosciuta in quel paesino perchè da sempre aveva ricamato corredi dai preziosi decori e insegnato alle ragazze che volevano imparare quell'arte. Mi raccontava che quando era giovane la chiamavano mani di fata tanto era svelta e abile con l'ago. 


Spesso passavo i lunghi pomeriggi estivi da lei, ricordo come se fosse ieri la cucina in cui ci sedavamo insieme, lei ricamava e io riordinavo le scatole dei fili che già all'epoca mi sembravano scrigni di tesori. Mi chiamava "la vispa Teresa", non tanto per il carattere che è sempre stato piuttosto tranquillo ma per gli occhi, che secondo lei sprigionavano allegria. Negli anni a cavallo tra la fine delle elementari e le medie le venne voglia di insegnare anche a me a ricamare e così mi ritrovai con l'ago in mano e una tela davanti agli occhi. Incredibile come alcuni ricordi rimangano impressi così tanto nella memoria, ricordo perfettamente il primo disegno che preparò per me, una teiera da fare a punto croce.


Passammo poi per il punto festone, erba, catenella fino a raggiungere l'insidioso pizzo chiacchierino. Ero contenta? A dire la verità non tanto. Ogni volta che il filo si annodava, ogni volta che sbagliavo un passaggio o che le cose richiedevano più pazienza di quella che avevo, un po' sbuffavo. Volevo stare con lei ma non ero troppo convinta che il ricamo mi piacesse particolarmente. Quando tornavo a casa mi lamentavo con mia madre la quale saggiamente mi ripeteva sempre: "Impara l'arte e mettila da parte". Inutile dire che anche questa affermazione mi faceva innervosire, aveva su di me lo stesso effetto che aveva il sentirmi dire "Quando sarai grande capirai". Ora non posso far altro che ringraziare con tutto il cuore per quei pomeriggi così importanti e pieni d'amore. 


Non sono certo diventata una ricamatrice nella vita e la navetta del chiacchierino non la prendo in mano da almeno 6 anni ma sono sicurissima che quelle lezioni mi abbiano lasciato un'impronta molto importante. L'approccio in tenera età al mondo dell'artigianato mi ha inevitabilmente segnato e quando è arrivato il momento di rispolverare quel che avevo imparato tutto ciò mi è stato davvero utile. Non abito in quel paese da quasi vent'anni e non ho più rivisto la mia adorata nonna Luigina. So che la sua mente l'ha abbandonata da tempo e nei suoi ricordi molto probabilmente io non ci sarò più. Ma nei miei lei c'è, in ogni singolo musetto che ricamo c'è il ricordo delle sue mani fatte di carta velina, delle sue vestaglie con i fiorellini e gli impeccabili ricciolini grigi. 
Sara

venerdì 26 maggio 2017

Quando i mostri delle paure sono solo dei piccoli imbroglioni.

Mettersi alla prova è sempre dura, la paura per un fallimento, una brutta figura e un giudizio negativo sembrano mostri spaventosi pronti a divorarci. Ci sono caratteri che affrontano a testa alta tutte le sfide, anche quelle per le quali sanno di non essere all'altezza e poi ci sono io, la campionessa mondiale di insicurezza. 


Mi consolo solo pensando che sono migliorata rispetto a prima, da adolescente mi angosciava anche solo il pensiero di dover andare in centro a fare qualche commissione, per la costante paura di essere criticata dai coetanei per qualsiasi cosa. Decisamente non ho passato un'adolescenza spensierata. 


Poi gli anni passano e almeno un minimo di maturità e sicurezza di acquisisce, altrimenti è patologico. Ma quella paura dei fallimenti è sempre lì dietro l'angolo, che brutta antipatica! Come fare allora ad affrontarla e sconfiggerla? Ecco non lo so, non ho grandi consigli o ricette da darvi, anzi aspetto vostre dritte. 


Quello che ho capito è che a volte bisogna buttarsi senza rifletterci troppo, come per il primo tuffo dell'anno nell'acqua gelida. Altra cosa che mi aiuta molto in questi casi è pensare allo scenario peggiore che possa capitare se decido di buttarmi in qualche cosa che mi spaventa e quasi sempre scopro che non è mai nulla di così terribile da non meritare una possibilità. Un po' come quando mi sono ritrovata a dover mettere in pausa Sogni Risplendono e decidere se aspettare l'anno successivo per ripartire come hobbista o affrontare la spaventosa avventura della partita IVA. 


Ho pensato allo scenario peggiore possibile e mi sono vista sicuramente delusa, amareggiata e piena di vergogna ma non in bancarotta o morta. Quella è stata decisamente una delle decisioni più coraggiose prese in vita mia, con una dose di incoscienza spaventosa per i miei standard. Per ora è andata bene, non mi sono ancora disintegrata sugli scogli quindi direi che non ci possiamo lamentare.


 Morale della favola le paure sono sempre tante, piccole o grandi che siano ma nella maggior parte dei casi sono tutte cose più che gestibili e con un pizzico di coraggio in più si possono fare grandi cose. Se poi volete sconfiggere i fantasmi delle insicurezze adolescenziali c'è sempre FB, a mostrarvi come in realtà le ragazze che vi sembravano meravigliose in realtà sono dei.......

Sara


Cuscini ritratto edizione special realizzati per Riccardo e Stefano, giusto per rimanere in tema di sfide.

lunedì 22 maggio 2017

Un diamante è per sempre ma un cuscino ritratto regala attimi di felicità.

Oggi non è stata una giornata facilissima, ogni tanto ci casco anche io nel buco nero della disperazione, dei pianti ininterrotti, del "Basta chiudo tutto!". Non so se anche voi siete cresciuti con l'insegnamento "Impegnati che i risultati arriveranno" ma io che me lo sono sentita dire tutta la vita mal digerisco il fatto che in realtà non è proprio così. O meglio, credo ancora fortemente nel valore dell'impegno, della costanza e del duro lavoro ma sono molto meno convinta del fatto che sia sufficiente questo.



 Non sempre le cose vanno come si vorrebbe, ci sono mesi in cui si è carichi a mille perchè le cose vanno a gonfie vele e poi misteriosamente il mese dopo è una mezza tragedia. E tu sei lì che ti chiedi perchè, dato che hai continuato a lavorare nello stesso modo, facendo scelte che ti sembravano giuste. 


Ed ecco quindi che arrivano i momenti di profondo sconforto come oggi, in cui pensi di non essere all'altezza e di dar ragione a chi continua a dirti di trovarti un vero lavoro. Non è per niente facile tirarsi su dopo aver pianto così tanto ma non c'è alternativa, se non siamo noi a ritrovare la voglia di fare e cercare l'ennesima soluzione all'ennesimo problema, non lo farà nessun altro.


 Mi sono soffermata a pensare al mio lavoro, che amo così tanto e che sento così profondamente mio, a come strappa un sorriso alle persone intorno a me, a chi decide di sostenere il mio piccolo sogno. Penso soprattutto ai cuscini ritratto, perchè sono un concentrato di coccole e affetto, essendo pensati nei minimi dettagli per rendere felice qualcuno, con quelle loro buffe faccine, i particolari che raccontano la storia di ogni famiglia.


 Ed è allora che mi rendo conto di non poter cedere così facilmente la spugna, in questo mondo colmo di tristezza, omologazione e in cui tutti vanno di fretta c'è bisogno di piccoli gesti fatti con il cuore. Quando mi è stato chiesto di realizzare questa coppia di sposini che dovevano essere uno specialissimo regalo di nozze mi è venuta la solita ansia da prestazione, mista ad una grande gioia per tutta la fiducia che mi era stata data.


 Regalare un oggetto come questo significa dire alla persona che lo riceverà: "Per me sei speciale e proprio per questo ho voluto regalarti qualcosa che lo fosse altrettanto". 
Un diamante è per sempre, ma un cuscino ritratto regala attimi di felicità.
Un abbraccio.
Sara

giovedì 4 maggio 2017

Imparare a staccare la spina, ecco come fare senza rimetterci.

Imparare a staccare la spina, ossia non viviamo per lavorare. Ci ho messo davvero tanto per arrivare a questa nuova consapevolezza, credo di aver passato il primo anno e mezzo di questo mio percorso lavorando continuamente, in totale mi sarò fermata 4 giorni (forse...). Tornassi indietro...rifarei esattamente tutto uguale. Sì avete letto bene, prima ho detto che bisogna staccare e poi che rifarei le giornate massacranti di tempo fa. Non sono impazzita, è che credo che in ogni periodo ci sia il giusto ritmo, basta capire quale sia il più adatto per noi. All'inizio c'erano due aspetti importanti che consentivano la modalità cinesina: vivevo lontana dalla mia dolce metà e avevo la necessità di crescere alla velocità della luce per raggiungere il livello che desideravo. 


Ora le cose ovviamente sono cambiate ma questo non vuol dire che stia lavorando meno o che i profitti (perchè poi di questo si parla) siano diminuiti, anzi da quel periodo le cose sono migliorate molto. So che volete sapere quali trucchi magici ho scovato, ve li illustro in pochi e indolori punti, scoprirete così che non sono per nulla dei trucchi.

1) Ore lavoro di qualità.
Scommetto che almeno due ore del tempo che conteggiate come ore lavoro sono di chiacchiere sui social, distrazioni da telefilm e telefonate ai famigliari. Eliminare del tutto questo genere di distrazioni è parecchio difficile (sopratutto se con i social ci lavorate) ma dimezzarle è più che fattibile. Alla fine che senso ha passare 12 ore in laboratorio se ve ne bastano 10 per portare a termine la vostra to do list? Perchè se è vero che in quelle mezzore passate su FB non state propriamente lavorando, siete comunque chiuse nel vostro posto di lavoro e personalmente la cosa mi stanca quanto cucire. Preferisco finire prima e casomai cincischiare sdraiata sul divano. Molto meglio, no?

2) Lavorare agli orari in cui si è più produttivi
Stavo per scrivere "Alzarsi presto" ma l'ho cancellato perchè qualcuno afferma di lavorare meglio la notte, quindi diciamo che l'importante è concentrare il lavoro nei periodi della giornata in cui si è più freschi. Ad es. se io mi mettessi a cucire dopo cena non concluderei assolutamente nulla.

3) Rivalutare i prezzi.
Quando lavoravo così tanto i miei guadagni erano anche più bassi di ora. All'inizio è normale volare bassi, ci sono passata anche io nella fase "se alzo i prezzi chi mai comprerà" e avendo avuto la necessità di farmi conoscere ho ceduto a questa strategia poco furba. E' poco furba proprio perchè poi per portare a casa lo stipendio tocca lavorare con ritmi disumani ed inevitabilmente la qualità ne risentirà. Quindi rivedete i prezzi, niente di esagerato ma che sia al pari di quello che guadagnereste se foste dei lavoratori dipendenti (più o meno dai...)

4)Smettere di vedere il tempo libero come tempo perso.
Ho passato anche questa fase, quella in cui mi sentivo in colpa per ogni istante che non passavo alla macchina, mi sembrava di non fare il  mio dovere. Con il tempo ho però capito che staccare mi fa proprio bene, allontanarmi dalla routine lavorativa mi permette ovviamente di riposare il fisico ma anche di liberare la mente dalle preoccupazioni. E con la mente più leggera riesco a vedere le cose da altre prospettive. Dato che sono comunque molto incline al senso di colpa cerco sempre di trascinare fuori casa la dolce metà nelle nostre giornate libere, se stessi in casa la tentazione sarebbe troppo alta, lo ammetto. 

Come vedete niente di straordinario, anzi probabilmente per molte sarà acqua calda ma repetita iuvant. Quindi imparate a prendervi i vostri spazi senza per questo dover mettere in secondo piano il lavoro che è e rimarrà sempre molto importante. Volete mettere un paio d'ore passate al parco, sdraiate nell'erba, a leggere? Io poi finisco sempre per leggere cose che hanno a che fare con il lavoro ma questo è un altro discorso!

Buona serata.
Sara