giovedì 1 agosto 2019

Zucca luffa, storie di agricoltori ed artigiani.

La zucca luffa, una pianta meravigliosa, che ci chiede giusto un po' d'acqua e terra e in cambio ci regala dei frutti magici! 
Ve ne avevo già parlato in questo post, nel lontano 2014 quando solo pochi appassionati parlavano di vivere green, riduzione dei rifiuti e autoproduzione. 
La mia è una passione radicata negli anni quindi vi lascio immaginare quanto sia felice di questo periodo di cambiamenti che mi ha dato modo di conoscere tante persone con la mia stessa passione e voglia di cambiare le cose.




In quel primo tentativo avevo coltivato personalmente la mia zucca e ricordo ancora quanta emozione ho provato per ogni singolo fiore e frutto raccolto, è stata davvero una bella esperienza che consiglio di fare a tutti quelli che hanno un pezzetto di terra. 

Visto il mio amore per questa pianta non potevo non inserirla nella mia linea green ma ahimè, vivendo ora in un appartamento, non ho avuto modo di coltivarle io stessa.
Questo mi ha dato modo di entrare in contatto, tramite una di voi che mi segue con affetto, con un giovane agricoltore dalla mia zona che come me ha messo anima e cuore nel suo progetto di vita. Coltiva tutto in maniera assolutamente naturale e sostenibile e fortuna ha voluto che avesse a disposizione proprio delle luffe che aspettavano solo me!




Da quel pomeriggio in cui sono andata a prenderle ad oggi che sono al PC a raccontarvi questa storia, sono successe tante cose che hanno coinvolto tutta la famiglia.
Come prima cosa infatti le zucche sono state tagliate della misura giusta e come potete vedere dalla foto si sono messe al lavoro tre generazioni: il bisnonno, il papà e il figlio! 



Successivamente hanno subito un primo lavaggio per eliminare il grosso dello sporco e i semi, lavoro che ha entusiasmato il piccolo assistente con tanto di bagno, accidentale, nella tinozza dell'acqua.




Una volta eliminato il grosso sono passata a lavarle e sbiancarle il più possibile con tanti lavaggi di acqua e sapone fino a raggiungere il risultato voluto. 



A questo punto si passa alla selezione, i pezzi più belli, più grandi e senza macchie vengono lasciati al naturale, con l'unica aggiunta di un cordoncino per appenderli al miscelatore della doccia una volta finito di usarle.



I pezzi troppo piccoli, sottili o danneggiati vengono tagliati e lavorati in modo tale da trasformarli in fogli e successivamente cuciti su una base di spugna di cotone.

In questo modo nessun piccolo pezzo viene sprecato ma ogni singolo centimetro di spugna trova il suo posto in un prodotto che secondo me non ha paragoni con niente.




Una spugna ecologica, che dice addio alla plastica, che unisce due piccole realtà imprenditoriali fatte di tanto lavoro, sacrificio e passione e che spero possa regalarvi piacevoli momenti di relax a fine giornata.

Piccoli gesti fatti da tutti che fanno la differenza.
Sara

lunedì 29 luglio 2019

Come fare il deodorante fatto in casa.


Stufi di acquistare prodotti dall’incomprensibile lista degli ingredienti? 
Voglia di mettervi alla prova con qualcosa di autoprodotto? 
Desiderate limitare l’acquisto di imballaggi di plastica?
Oggi vi spiego come fare un semplice ma efficace deodorante fai da te.



Niente di mia invenzione, devo dire grazie ad alcune ragazze che mi seguono su Instagram e che mi hanno suggerito questa ricetta.
Dato che mi sono trovata molto bene voglio a mia volta condividerla con voi.

Ingredienti:
2 cucchiai di bicarbonato
2 cucchiai di amido di mais
3 cucchiai di olio di cocco
qualche goccia di olio essenziale (io lavanda)



Procedimento:
Amalgamare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema omogenea e trasferire in un barattolino.

Gli aspetti positivi di questo prodotto sono tanti! 

  • Lo sto usando da diversi giorni e posso dire che su di me funziona molto meglio di quelli industriali. 
  • Con una spesa minima ottenete un prodotto fatto con ottimi ingredienti, all'insegna della semplicità. 
  • Per conservarlo potete usare un contenitore di riciclo, dando nuova vita a qualcosa che altrimenti sarebbe finito nella spazzatura.


Ho riscontrato però anche alcuni piccoli difetti. 
  • Probabilmente ho usato troppo olio essenziale per cui ho ottenuto una consistenza un po’ troppo liquida che tende a separare. Basta però rimescolare con una palettina di riciclo (io ne avevo una del gelato) prima dell’utilizzo e diventa perfetto.
  • Altro piccolo difetto che ho notato è che lascia un po’ di residuo sulla pelle.
  • Infine se volete portarvi in viaggio il vostro deodorante è necessario trovare un contenitore a chiusura ermetica mentre io ho usato un contenitore di riciclo di omogenizzato e non è adatto allo scopo.



Al netto di pro e contro per me risulta un ottimo prodotto che con un paio di accorgimenti che farò al prossimo tentativo diventerà super!
Una ricetta facilissima da seguire, anche per chi ha poca esperienza con l’autoproduzione e con ingredienti che si trovano davvero ovunque.

Spero di avervi dato uno spunto nuovo per rendere la vostra vita un pochino più sostenibile, ricordandovi sempre che un passettino alla volta, fatto da tutti, può davvero cambiare le cose.

Un abbraccio.
Sara

lunedì 1 luglio 2019

Autoproduzione: fare il formaggio in casa senza caglio.


In queste ultime settimane sul mio profilo Instagram ho creato un # aggregatore di piccoli gesti green, per fare rete con le persone che come me amano provare a vivere in modo consapevole e condividerlo con gli altri: è #illunedigreen.
Era da tantissimo che volevo provare a fare il formaggio in casa ma senza dover per forza usare il caglio che vendono solo in quantità troppo grandi per le nostre esigenze. Ecco quindi che nelle mie ricerche mi sono imbattuta in questa ricetta che condivido con voi.



INGREDIENTI PER UNA PICCOLA FORMA DI FORMAGGIO:
1 litro di latte fresco intero
50 ml di succo di limone
½ cucchiaino di sale

STRUMENTI:
pentola
cucchiaio
Ciotola
canovaccio lavato senza detersivo
mollette
fuscella da formaggio

PROCEDIMENTO
Fare questo genere di formaggio è davvero facilissimo! Come prima cosa mettete a bollire il latte e quando arriva a temperatura aggiungete succo di limone e sale. Girate un attimo e lasciate poi creare i grumi, ci vorrà pochissimo. Continuate la cottura per cinque minuti, spegnete il fuoco e lasciate riposare senza girare altri 10 minuti.



A questo punto fissate il canovaccio alla ciotola con le mollette e versate il tutto. La parte cagliata rimarrà nello strofinaccio, il siero passerà sotto nella ciotola. Per questa prima prova non l’ho utilizzato ma l’ideale sarebbe conservarlo per fare la ricotta.



Strizzarte la cagliata dentro allo strofinaccio e travasatela nella fuscella premendo bene con un cucchiaio. Non serve per forza comprarne una appositamente per la ricetta, io ho recuperato una di quelle in cui vendono la ricotta ed è andata benissimo.



Lasciate riposare e una volta freddo togliete dalla forma e portatelo in tavola.
Otterrete così un piccolo formaggio fresco, che profuma deliziosamente di limone ma che volendo potete condire con l’aggiunta di altri ingredienti come spezie o frutta secca.



Con un gesto del genere non si cambia il mondo ma credo che sia estremamente educativo, non solo per i bambini, vedere come nasce un prodotto che normalmente acquistiamo velocemente al supermercato. Ma soprattutto ci fa capire quanto può essere duro il lavoro del casaro, che per ottenere una forma di formaggio deve usare una quantità incredibile di latte.



Diamo troppe cose per scontate, senza apprezzare fino in fondo realtà difficili come quella della pastorizia ed è proprio per questo che mi sento di consigliarvi di provare almeno una volta questa piccola esperienza green.

In attesa di vedere tutti i vostri meravigliosi gesti per una vita più consapevole vi abbraccio e vi aspetto alla prossima settimana.
Sara

lunedì 24 giugno 2019

Frutta urbana, quel che ci regalano le città.

E' arrivato il caldo, il sole riscalda l'erba e nell'aria, se fai attenzione, si percepisce il suo profumo. 
Io e mio marito ci guardiamo negli occhi e senza dirci una parola ci diciamo: "E' ora, la frutta urbana ci aspetta!".
Prendiamo le nostre bici, raccoglitori di riciclo nello zaino, borraccia piena d'acqua fresca e via verso i punti della città che sappiamo conservare veri e propri tesori. 
Da quest'anno con noi si è unito un nuovo membro alla spedizione: è alto meno di un metro, dice "mamma, papà, torta, book, kitty e moto", ha la curiosità di una scimmietta e gli vogliamo molto bene.




Se ci guardiamo intorno con un pizzico di attenzione in più, ci accorgeremo che in quasi tutte le nostre città le aree verdi presentano anche alberi da frutto. Sembra incredibile se non ci si fa caso ma basta osservare meglio per scoprire un mondo di regali della natura. 

Ma come funziona? I frutti, dato che gli alberi sono nelle aree pubbliche, appartengono di fatto a tutti i cittadini. Del resto, se quegli alberi vengono piantati, innaffiati e potati con i soldi pubblici, possiamo prendere in cambio una parte del prodotto, no?

Ma questo ragionamento "economico" è solo la punta dell'iceberg, i motivi che spingono a questa scelta sono tanti!




Ad esempio utilizzare la frutta urbana serve a contrastare sia il degrado che lo spreco alimentare. Se quei frutti non venissero raccolti da nessuno, non venissero mangiati da nessuno, finirebbero per cadere a terra a marcire ai piedi della pianta. In quanto al degrado, immaginatevi un prato pieno di frutti marci e capirete quanto possa essere attrattivo per piccioni, topi, ratti e svariati insetti... insomma, raccogliere frutta urbana fa bene a tutti!
E se vi state preoccupando degli animali che potrebbero beneficiare di questo alimento non vi preoccupate, anche dopo il vostro passaggio le piante saranno ancora super cariche di frutta, perchè ovviamente non salite con una scala per la vostra raccolta.

Uno dei dubbi principali che vengono alle persone quando si parla di frutta urbana è relativo all'aspetto igienico. In effetti le città possono essere piuttosto inquinate e la frutta raccolta nei parchi avrà probabilmente addosso polveri e metalli pesanti. Tranquilli, la buona (si fa per dire) notizia è che... vale la stessa cosa per quasi tutta la frutta che compriamo! 
Ahimè molti frutteti sono infatti situati accanto ad autostrade, zone industriali o arterie stradali, quindi a volte le condizioni della frutta che compriamo potrebbero essere anche peggiori. 
Ma niente paura, non è nulla che acqua e bicarbonato e coltello sbucciatore non possano risolvere! E se non altro, la frutta urbana non viene trattata con pesticidi e fertilizzanti, quindi per certi versi è più naturale di molti prodotti della grande distribuzione. 




Altro vantaggio è che andare a caccia di frutta urbana è un ottimo pretesto per passare del tempo di qualità in famiglia all'aria aperta ed i più piccoli potrebbero trovare molto avventuroso esplorare i parchi della città in cerca di tesori zuccherini. 
Se come noi trasformate in un rito la raccolta della frutta in città, diventa un gioco scovare piante nuove, aspettare che i frutti abbiano il giusto grado di maturazione, creare l'itinerario migliore per toccare in un solo pomeriggio tutti i punti che interessano. 
Da questo punto di vista è anche molto educativo, perchè insegniamo ai bambini che la natura ha i suoi tempi, i suoi ritmi, la stagionalità e che non si limita tutto ad andare al supermercato a comprare (magari fuori stagione) dei prodotti già belli che impacchettati.

E a questo punto mi collego anche alla questione "riduzione della plastica". Come sappiamo tantissima frutta viene venduta solo in imballaggi di plastica e questi spesso e volentieri vengono gettati appena portati a casa. Così facendo quegli stessi contenitori possono essere riciclati per contenere altra frutta infinite volte.




La cosa vi interessa ma siete un po'  pigri e non avete tanta voglia di fare i chilometri in bicicletta alla ricerca dell'albero di albicocche o nespole? Niente paura! Per andare a colpo sicuro, in alcune grandi città come Milano e Roma, sono state sviluppate App che mappano gli alberi da frutto pubblici e forniscono indicazioni e suggerimenti per la raccolta. Provate a controllare se esistono anche per la vostra città, potreste rimanere sorpresi!

Se volete saperne di più potete leggere questo articolo del Sole 24 ore.

E ora tutti in sella alle vostre bici che vi aspettano gelsi, prugne, fichi, albicocche e tanto altro!

Sara

lunedì 17 giugno 2019

La mia nuova linea green!

Rullo di tamburi, cuore che batte all'impazzata, ansia da prestazione non quantificabile...è online la mia nuova linea green!




Se mi segui su Instagram probabilmente sai già tutto, se invece sei approdato qui solo ora benvenuto e mettiti comodo, ti racconto.
In questi primi mesi dell'anno ho riflettuto a lungo sulla strada che stava prendendo il mio lavoro, sulle difficoltà che stavo incontrando, su ciò che desideravo veramente ma soprattutto perchè non ero più così felice di quello che stavo facendo.
So cosa stai pensando, un lavoro non deve per forza piacere, tante persone non lo amano particolarmente ma lo fanno comunque con dedizione. Tutto verissimo ma sono dell'idea che se devo prendermi tutti gli svantaggi che comporta un lavoro in proprio e rinunciare al vero lato positivo ossia quello di farlo con passione, allora non ha tanto senso. 
Voglio che il mio lavoro sia una fiamma sempre accesa, che non mi faccia sbuffare il lunedì mattina, che mi regali gioia e soddisfazione.




Inoltre c'è la questione vita personale e stile di vita che come sapete è da sempre incentrata, dove posso, sulla sostenibilità ambientale ed il rispetto per l'ambiente. Mi sono ritrovata sempre più spesso a parlare di questi temi, non perchè è di moda come si sente spesso dire ma perchè ci credo davvero e chi mi conosce personalmente sa che sono così da sempre, non è l'effetto Greta. 

Detto ciò un giorno, parlando con mio marito di tutte le mie perplessità, preoccupazioni e un pizzico di dispiaceri, ha buttato giù l'idea di creare qualcosa che aiutasse l'ambiente. E boom!!! 
Nel giro di 24 ore avevo stilato tutta una lista di prodotti per una linea completamente inedita, avevo studiato tutto il materiale possibile inimmaginabile che ho trovato sull'argomento e mi sono persa nei profili di tutti i brand stranieri che fanno delle cose strepitose e sono super avanti in materia. Alle sei del mattino ero già al pc, ancora in pigiama, alla ricerca dei materiali adatti e dei fornitori che potessero fare al caso mio. 
Ho passato ore e ore a studiare tutto nei minimi dettagli, perchè non è affatto facile una ricerca del genere, provare per credere (perchè è molto più facile non provarci neanche e passare direttamente a chiedere i nomi dei fornitori, a buon intenditor...). 




Una volta messo tutto nero su bianco non stavo più nella pelle e volevo solo tagliare, cucire e ancora tagliare e cucire. Il tutto ovviamente continuando in parallelo a lavorare agli ordini della linea bimbi, vi lascio immaginare.
E' stato un periodo bello tosto ma che mi ha reso felice come non lo ero da tempo e che spero continui a rendermi così ancora per molto. 

I prodotti proposti nella linea green non sono niente di innovativo o mai visto, nel campo zero waste sono dei classici e non è che ci si possa molto distaccare dai modelli. Ho cercato comunque di rendere il tutto il più possibile riconducibile a me e al mio modo di lavorare, dando come sempre tanto spazio ai colori e alla vivacità.




Cosa comprende questa nuova linea? Prodotti zero waste, ossia pensati per aiutare le persone che desiderano diminuire il consumo di prodotti usa e getta come dischetti struccanti lavabili, sacchetti in cotone per la spesa sfusa, porta snack e posate e tanto altro che trovate nello shop. 
Per ogni articolo sono indicate le misure e le modalità di lavaggio.
Non sono una persona che vive le scelte con estremismo, credo che il meglio che ognuno di noi può e si sente di fare vada sempre bene e quando si parla di ecologia è ancora più impensabile credere di poter vivere realmente zero waste o plastic free. 
Sono per i piccoli gesti fatti sempre e da tutti.

Ma cosa succederà alla storica linea bimbi? Al momento viaggeranno di pari passo, sarà sempre possibile ordinare set asilo, quiet book, cuscini ritratto e accessori vari, almeno fino a Natale. E poi? Si vedrà, è decisamente troppo presto per parlarne anche se la mia visione del futuro è ben chiara nella mente e farò del mio meglio per realizzarla.




Non mi resta altro da fare che invitarvi nel mio shop tutto colorato ed augurarvi buono shopping!
Sara  

venerdì 31 maggio 2019

Tutorial lettino per bambola.

Giocare con le bambole porta subito indietro nel tempo, a quando eravamo bambini e accudivamo con amore i nostri piccoli figli che per qualche motivo erano tutti con gli occhi azzurri (ci avete mai fatto caso?). Se ripenso agli anni 80 quando sono cresciuta io credo che fosse un gioco considerato adatto solo alle femminucce, in un'epoca in cui si faceva ancora tantissima distinzione tra cosa è adatto ad un sesso e cosa ad un altro. Per fortuna questa stupida convinzione si sta sciogliendo come neve al sole e le cose cominciano a cambiare. Non l'ho mai capita questa cosa che giocare con le bambole dovesse essere solo per le bambine, che solo loro potessero trovare divertente e in un qualche modo utile, giocare a fare il genitore, i papà dove li mettiamo? 



La prima volta che Giulio ha visto un piccolo bambolotto era tra i vecchi giochi delle zie conservati dalla bisnonna e si è subito innamorato di quel bimbetto pelato e dal corpicino morbido. Visto questa sua predisposizione abbiamo pensato di comprarne uno da tenere a casa il quale è stato subito battezzato Bibi. Il problema è che non sono in grado di limitare la mia creatività e in attesa che abbia l'età giusta per giocare con giochi più complessi come la cucina giocattolo o il teatrino, mi sono cimentata nella costruzione di un lettino per Bibi e di un piccolo amico peloso che gli facesse compagnia. Sperando che vi possa essere utile ho realizzato questo semplice tutorial, con materiali facilmente reperibili e veloce da realizzare.

MATERIALE:

Una scatola di scarpe
Rettangolo di gommapiuma grande come il fondo della scatola
Cotone per le orecchie e per il cuscino
Pile azzurro e panna
Imbottitura
Pannolenci
Colla a caldo

PROCEDIMENTO:

Come prima cosa creiamo il materasso. Tagliamo due rettangoli di stoffa leggermente più grandi della gommapiuma, cuciamoli dritto contro dritto lasciando un lato aperto. Risvoltiamo il lavoro, inseriamo la gommapiuma e chiudiamo la fodera così ottenuta.




Passiamo a realizzare la coperta. Tagliare un rettangolo di pile e decorare con un bordo fatto dello stesso cotone che volete usare per il cuscino. 




Io la coperta ho preferita cucirla ad uno dei lati corti del materasso per evitare che qualcuno di mia conoscenza la lasciasse continuamente in giro ma non è un passaggio obbligatorio.




Per fare il cuscino ritagliate due rettangoli di cotone, posizionateli dritto contro dritto e cucite tutto intorno lasciando un'apertura. Risvoltate il lavoro, imbottite e cucite la parte aperta.




Per confezionare il coniglio come prima cosa disegnate la sagoma su della carta e riportatela sul retro del pile. Disegnate il musetto sul davanti e ricamatelo a mano. Per le orecchie posizionate dritto contro dritto del cotone rosa e il pile. Cucite lungo il perimetro lasciando aperta la parte del fondo. Risvoltare le orecchie.




A questo punto prendete il corpo del coniglio e mettetelo dritto contro dritto, inserendo all'interno le orecchie. Cucite lungo tutto il perimetro passando anche sopra alle orecchie, risvoltate imbottite e cucite l'apertura. Ecco fatto il coniglietto!




Per decorare la scatola basta del cotone, dei cuoricini di pannolenci e della colla a caldo. 

Alla fine basta molto poco per dare vita a dei giochi semplici ma non per questo meno amati, che, concedetemelo, non hanno nulla a che vedere con quelli industriali fatti in serie.



Buon divertimento!
Sara

mercoledì 22 maggio 2019

Ludoteche: una grande risorsa per la comunità.

Le ludoteche pubbliche sono tre le strutture più importanti messe a disposizione delle famiglie da parte dei comuni eppure quando ho chiesto tramite un sondaggio su Instagram mi sono resa conto che sono ancora poco conosciute ed utilizzate. 

Ma partiamo dal principio, cosa sono?
Sono spazi pubblici in cui bambini e genitori possono passare del tempo insieme e utilizzare liberamente i giochi messi loro a disposizione. Generalmente gli spazi sono divisi per fascia d'età all'interno dei quali ci sono attività e arredi adatti a loro e dove poter interagire con altri bimbi.
Nelle ludoteche poi è possibile noleggiare i giochi presenti esattamente come nelle biblioteche e nelle strutture più fornite ci sono anche zone dedicate al prestito di cd, dvd e film. 
Inoltre vengono spesso organizzati pomeriggi speciali con letture in lingua, attività legate all'ambiente, utilizzo dei programmi informatici e così via, c'è davvero l'imbarazzo della scelta.




Perchè quindi portare i propri bimbi in ludoteca?

1) Spesso le nostre case non sono enormi e non è possibile avere una gran varietà di giochi. Inoltre le esigenze dei bambini cambiano velocemente e sarebbe un peccato fare un acquisto per utilizzarlo solo pochi mesi. Frequentando le ludoteche i bambini hanno modo di provare sempre cose nuove e potendolo fare prima si riesce anche a fare acquisti più mirati, con la certezza di comprare qualcosa di davvero apprezzato.

2) Sono spesso ambienti molto stimolanti, ricchi di colori, estremamente interattivi dove i bambini possono dare libero sfogo, sempre nel rispetto degli altri, a tutte le loro energie e curiosità. Nello spazio 0/3 c'è solitamente un mega tappetone su cui giocare tutti insieme a piedi scalzi e spesso diventa un mega parco giochi fatto di lego, anelli colorati, macchinine e piste dei treni.

3) Nelle giornate di pioggia sono la salvezza dei genitori! Pensate a questo maggio insolitamente piovoso, in cui ogni fine settimana sembra fatto di proposito ma viene giù il diluvio e del parco nemmeno l'ombra. Che si fa? Una gita in ludoteca e si passa il pomeriggio in modo divertente.




4) Per i bimbi piccoli che non vanno al nido è un ottimo modo per socializzare. Per noi che siamo esattamente in questa situazione è il modo ideale, quando non possiamo andare al parco, per far stare Giulio con i suoi coetanei ed imparare anche le regole della condivisione.

5) In una società dove spesso i ragazzini passano tanto tempo chiusi in casa a giocare ai videogiochi è davvero bello avere uno spazio in cui si possano trovare stimoli ad un tavolo da gioco, con pedine, tabelloni e altri coetanei con cui fare una partita ad un gioco di società. Frequentando le ludoteche vi rendete conto di quanto in realtà i ragazzini si appassionino in fretta a questo tipo di attività, tanto da chiedere spesso ai genitori di noleggiare il gioco per poterlo fare anche a casa con la propria famiglia.

6) Nonostante l'importanza che viene data ai giochi da tavolo, a volte c'è ugualmente una sezione per i videogiochi. A differenza di tutte le altre attività per cui non ci sono limiti di tempo, per queste l'utente ha a disposizione un tempo limitato, in modo tale da non demonizzare i videogiochi ma allo stesso tempo non dargli troppo spazio, incentivando così le attività di socializzazione.

7) Proprio grazie alla possibilità del noleggio c'è poi da tenere in considerazione un bel risparmio economico, sia per quanto riguarda i giochi, che i libri, dvd ecc.

8) Nelle ludoteche più attrezzate ultimamente ci sono spazi con addirittura gli strumenti musicali, dov'è possibile provarli con l'aiuto degli educatori. Trovo che questo sia una bellissima possibilità data ai ragazzi di approcciarsi ad un mondo che può essere molto costoso e di valutare così un reale interesse prima di fare investimenti economici di alcun tipo.




Insomma come potete vedere i motivi per frequentare le ludoteche sono davvero tanti, se non ci siete mai stati vi consiglio di provarci almeno una volta. 
Ahimè da quello che mi è stato detto non tutte le città sono ben organizzate a riguardo ma confido che negli anni le cose possano cambiare un po' ovunque e che le amministrazioni comunali investano di più sui piccoli e meno su cose di dubbia utilità.

Prima di salutarvi vi lascio il link con gli eventi che trovate allo spazio culturale Orologio di Reggio Emilia, in particolare questi giorni saranno interamente dedicati all'ambiente in occasione della settimana della biodiversità. E sì, se incontrate un ragazzo alto, con gli occhiali e la barba che ama immensamente il suo lavoro è la mia dolce metà!

Un abbraccio.
Sara