domenica 13 marzo 2016

Vendere handmade: intervista a Francesca Baldassarri.

In questa domenica marzolina voglio presentarvi un libro che sono certa sarà molto utile a tante di voi, soprattutto a chi ha una passione creativa e sogna di trasformarla in lavoro:

"Vendere handamde
Una guida completa per trasformare la tua passione in professione"
 
 Mi arrivano costantemente messaggi e e-mail di ragazze che hanno questo sogno ma non sanno bene da che parte cominciare. A volte sembra un ostacolo insormontabile, non si sa bene da che parte girarsi e dove mettere la prima pietra di questo bellissimo ma impegnativo percorso. Beh il libro di Francesca è proprio quello che vi serve! L'ho acquistato anche io, nonostante ormai sia abbastanza navigata e abbia letto davvero di tutto sull'argomento, perchè sapete che per me non si smette mai di imparare. Quindi posso raccomandarvelo a cuor leggero, soprattutto se concetti come target, cliente ideale e negozio on-line sono per voi ancora dei misteri. In questo e-book ci sono anche tanti esercizi, quindi cosa potete desiderare di più? Ma lasciamo la parola alla nostra scrittrice! 


1) Presentati e parlaci del tuo lavoro.
Sono Francesca Baldassarri e sono un'artigiana e consulente per artigiani. Dal 2012 gestisco L'Etsy Italia Team, la community italiana più grande su Etsy, e dal 2014 insegno, insieme a Tulimami e Faccio e Disfo, alla Colibrì Academy. 

2) Come è nata l'idea di scrivere questo libro e a chi è rivolto?
il libro è rivolto ad artigiani, designer, crafter,  e a tutti colori che vorrebbero vivere della propria creatività. L'idea è nata da Francesca Marano di C+B e Zandegù che mi hanno proposto di realizzarlo, non sapendo che era un'idea che mi rigiravo nella testa da tempo.



3) Una tua frase che mi ha colpito molto è "Se vuoi vivere di creatività sii creativo", cosa consigli di fare in caso di plagio?
So che è difficile da mandare giù che un altro creativo si ispiri pesantemente o copi il nostro lavoro, però temo sia pressoché inevitabile, soprattutto quando si inizia ad avere un certo successo. Se a fare il plagio è un'azienda, la rabbia aumenta, perché il danno è sicuramente maggiore. In entrambi i casi bisogna contattare i copioni e fare presente che si è a conoscenza della cosa. Nove volte su dieci questo basta per far ritirare dal mercato i prodotti incriminati, ma, nel caso in cui ciò non accada, l'unica via è quella legale, che però può essere dispendiosa. In alternativa si può fare come Giugiaro, che disse a un'intervista: " E mi copino, io ho già un'altra idea!"

4) Che consigli ti senti di dare a chi sta ancora cercando il suo target?
Trovare il proprio target è davvero importante, quindi vale la pena spenderci del tempo per capirlo bene, e avvalersi di ogni mezzo.  Bisogna anche stare attenti a non identificarsi col proprio target, perché spesso questo porta al non vendere le proprie creazioni, inoltre puntare a un target straniero può essere una buona idea, perché in Italia si vende ancora troppo poco.



5) Cosa ne pensi dell'handamade in Italia e di questa riscoperta dell'artigianato? 
Credo ci sia ancora molto da fare perché il grande pubblico arrivi all'handmade, e spero che ciò accada presto, perché come sempre siamo gli ultimi ad arrivare, infatti nel resto d'Europa il mercato interno ai paesi è ben più movimentato del nostro. L'artigianato italiano è un'eccellenza mondiale e dovremmo impegnarci tutti nel promuoverlo, nell'acquistarlo e nel preservare le tecniche antiche che vanno scomparendo.

6) Sempre più spesso, in questi tempi di crisi, molte donne si sono reinventate per trovare una nuova e personalissima strada, che consigli ti senti di dare a chi sta pensando di fare questo salto?
Il primo consiglio è di studiare tantissimo, il secondo è di essere oneste con sé stesse per capire i propri limiti e cercare di superarli, il terzo è di non arrendersi quando il gioco si fa duro, perché solo chi persiste ce la fa. D'altro canto, se le cose proprio non vanno dopo anni di studio e lavoro, non deve avere paura di ammettere di non potercela fare e cambiare strada. 



7) Quali sono secondo te i piccoli brand da prendere da esempio per imparare a fare sul serio?
Le mie amiche e colleghe di Colibrì Academy Anna Pozzan di Tulimami e Rita Bellati di Faccio e disfo sono degli esempi di come si possa costruire un brand handmade da zero e arrivare al successo grazie al duro lavoro, alla creatività e una volontà di ferro, quindi consiglio di ispirarsi a loro!


Grazie di cuore a Francesca per questa intervista e per aver deciso di investire tempo ed energie nella stesura di questo testo che aiuterà sicuramente tante aspiranti artigiane a trovare la propria strada. Cosa aspettate? Correte ad acquistare la vostra copia!



Buona serata!
Sara

2 commenti:

  1. Grazie per il suggerimento
    Bacioni Alessandra

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  2. Un post davvero interessante, grazie!!

    un abbraccio
    Sara
    This is Sara

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