giovedì 1 aprile 2021

Acido citrico, i suoi tanti usi.

Avete mai provato ad usare l'acido citrico per le pulizie di casa?

E' davvero un prodotto incredibile, che con un basso impatto ambientale elimina incrostazioni e può sostituire diversi prodotti per le pulizie.



Ma prima di tutto dove si trova l'acido citrico?

Ormai è piuttosto comune, si può trovare in diversi supermercati, negozi di detersivi o prodotti sfusi.

Si presenta come una granella fine bianca, che va diluita in acqua per essere utilizzato.

Con che proporzione?

La soluzione è ottenuta miscelando 850 g di acqua (meglio se distillata) e 150 g di acido citrico.

Si scioglie facilmente, basta agitarla un po'. Una volta ottenuta basta conservarla in un erogatore qualsiasi, meglio se di riciclo, ed usarlo all'occorrenza.



Come si usa?

I suoi usi sono svariati ma il filo conduttore è per tutto ciò che richiede di eliminare il calcare (essendo lui appunto un acido).

  • Come spray vetri
  • Come ammorbidente (direttamente nella vaschetta dedicata)
  • Per eliminare il calcare dal bollitore mettendo la soluzione al suo interno e facendola bollire
  • Per realizzare le tabs per il wc
  • Come brillantante per la lavastoviglie

E l'aceto?

Per tanto tempo si è pensato che l'aceto alimentare fosse una soluzione non inquinante per le pulizie di casa e probabilmente è molto più ecologico di tanti prodotti che si trovano in commercio ma ciò non toglie che anche lui abbia alcuni aspetti negativi.

Infatti l'acido acetico ha un grosso impatto ambientale a livello di falde acquifere, senza considerare che sui metalli (quindi nelle tubature) è corrosivo liberando nichel. 

Quindi passiamo all'uso dell'acido citrico per le nostre pulizie, avremo comunque un ottimo prodotto ma senza impattare sull'ambiente.



Non riesci proprio a trovare l'acido citrico vicino a casa tua? Allora cerca online (link affiliato). 

E se invece sei spaventato dall'idea di fare questo cambiamento prova con una piccola bustina, sicuramente sarà l'inizio di una lunga storia d'amore.

Sara

venerdì 5 marzo 2021

Microplastiche e come ridurle.

Microplastiche, parola che ormai rimbomba nelle teste di tanti di noi.

Microplastiche negli oceani, nel cibo che mangiamo, adesso addirittura nelle placente delle future mamme.

Si stima che ogni settimana, un uomo ingerisca circa 5 grammi di plastica, che per capirci è l'equivalente di una carta di credito!!!

Direi che è decisamente arrivato il momento di fare qualcosa per ridurle.




La plastica è un materiale indubbiamente incredibile per tanti aspetti e in alcuni settori è assolutamente indispensabile, su questo non ci piove. Ma è proprio una delle sue principali caratteristiche, ossia la resistenza, ad avere il disastroso retro della medaglia delle microplastiche.

Infatti questo materiale è impossibile da degradare, al massimo si rompe in pezzi sempre più piccoli che diventano complicatissimi da rimuovere dall'ambiente.




E sono ovunque!!

Cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per ridurre la presenza di queste particelle nell'ambiente?

Sicuramente sostituire tutte le spugne plastiche di casa con alternative biodegradabili o comunque a basso impatto ambientale.

Ormai per fortuna si trovano facilmente (le trovi anche nel mio shop), sono comode esattamente come quelle che abbiamo usato fino ad ora e con una spesa limitata possiamo fare la differenza per il nostro Pianeta!




Quante volte vi sarà capitato di lavare i piatti o i sanitari e di vedere la spugna perdere piccoli pezzi che finivano nelle falde acquifere? Visto così sembra una cosa da poco ma in realtà, su grande scala, crea danni immensi.

Proviamo quindi tutti insieme a passare a spugne di cellulosa per le pulizie di casa, alla fantastica luffa per una doccia rigenerativa o a spazzole in legno e fibre vegetali per le pentole più sporche.



Un gesto semplice e facile che però, se fatto tutti insieme, può fare la differenza.

Non possiamo permetterci di aspettare che le leggi cambino e mettano al bando quelle plastiche, dobbiamo agire ora!

Sara

sabato 2 gennaio 2021

Tutorial cucina giocattolo

Sognavamo di realizzare con le nostre mani una cucina giocattolo per nostro figlio ancora prima che venisse al mondo.
Uno di quei progetti che sai ti metteranno a dura prova ma che desideri fare immensamente per la sua parte creativa e di riciclo.


Questo era il Natale giusto, Giulio abbastanza grande per apprezzarla, casa più grande dove tenerla e vecchia scrivania impolverata che aspettava noi per essere salvata dalla discarica.




E' stato veloce? No!
E' stato economico? Decisamente no!
E' alla portata di tutti? Se si accettano gli eventuali difetti sì.
Siamo rimasti soddisfatti? Tantissimo!!


Ma vediamo come abbiamo fatto.



  • Siamo appunto partiti da questa vecchia scrivania, che come prima cosa abbiamo ovviamente pulito beneA questo punto abbiamo messo nero su bianco il progetto con tutte le modifiche e aggiunte che volevamo fare e quindi acquistato il materiale necessario per farlo. Nello specifico abbiamo usato assi di abete per costruire le due ante davanti, un ripiano interno e il pannello sul fondo per appendere gli utensili.
  • Una volta montato tutto ho passato ovunque il primer per fare in modo che successivamente la vernice aderisse bene. Una volta asciutto ho verniciato ovunque con l'Eggshell di Fleur seguendo i colori che avevo selezionato nel progetto.
  • Con lo stesso procedimento ho colorato scatole e contenitori da usare all'interno del mobile.
  • Per quanto riguarda il piano di lavoro abbiamo fissato il rubinetto riciclato dal vecchio bagno mentre per il lavabo ho verniciato una vaschetta in plastica delle carote, tagliato a misura il piano d'appoggio, inserito la vaschetta e fissata con colla Millechiodi e chiodini.


  • Per il piano cottura ho usato dei tondi di cartone ottenuti smontando dei porta nastri esausti, sempre verniciati e incollati con la Millechiodi.
  • Per le manopole del gas ho verniciato dei tappi del latte e fissati al piano con viti e bulloni in modo tale che potessero anche girare.
  • Infine abbiamo modificato quello che inizialmente era il ripiano scorrevole per la tastiera del PC, costruendo con listelli di legno un cassetto per le posate e lateralmente l'abbiamo adibito a fornetto.
  • Come accessori tessili ho cucito tende, presine e asciugamano. Mentre i cibi in legno sono stati presi alla Lidl.



E' stato un progetto per noi abbastanza impegnativo fatto nei ritagli di tempo ma che rifarei ancora mille volte, anche se probabilmente comprandola già fatta sarebbe stata più bella ed economica.
E' una cosa che consiglio assolutamente perchè la soddisfazione di tale trasformazione (e recupero di qualcosa destinato alla discarica) è stata immensa e soprattutto il nostro bimbo ha apprezzato tantissimo.


Se state pensando di cimentarvi in un'impresa simile mettetevi alla prova, è sempre bello impegnarsi in qualche progetto manuale e provare a superare i propri presunti limiti. 

Qui trovate il video in cui vi mostro meglio la cucina e vi illustro nel dettaglio tutti i passaggi.

Buon anno nuovo! Che sia ricco di creatività e sostenibilità ambientale.
Sara

venerdì 1 gennaio 2021

Piante d'appartamento: 5 validi motivi per averle.

 Il 2020, tra le varie cose, è stato l'anno delle piante d'appartamento, non c'è dubbio!
Tanto tempo passato in casa, giornate intere da riempire in qualche modo e in tanti è fiorita (o rifiorita) la passione per le piante!


Bellissime con le loro mille sfumature, terapeutiche contro lo stress, sono veramente delle amiche fidate che non dovrebbero mai mancare nelle case di tutti noi.
Ma perchè?
Oggi vi voglio parlare dei cinque motivi per cui non dovrebbero mancare nella vostra casa.

1) Depurano l'aria.
Probabilmente questo è il motivo principale, che fa davvero la differenza. 

In effetti non sembra ma l'aria delle nostre case purtroppo è tutto tranne che fresca e pura. Monossido di carbonio, formaldeide (da dove viene? Dalle colle di molti mobili), sostanze chimiche sprigionate dai detersivi e chi più ne ha più ne metta!

Per fortuna ci sono loro con la loro grande capacità depurativa che rendono l'aria che respiriamo migliore. Ovviamente sarebbe bene che fossero in un bel numero, un paio di piante potrebbero non essere sufficienti.
Alcune poi sono più efficaci di altre, le chiamano le super disinquinanti e sono la Sanseveria, Pothos e Areca, tra l'altro molto facili da coltivare.


2) Regolano l'umidità.
Con la loro traspirazione aumentano il livello di umidità nell'aria e se si pensa a quanto sia secca quella che si viene a creare in inverno per il riscaldamento si capisce bene quanto possano essere utili. Ovviamente anche in questo caso devono essere in un buon numero.

3) Producono ossigeno.
Che è alla base della vita per cui come non dirgli grazie per questo? 
A tal proposito sappiate che potete tenerle senza problemi anche in camera! Si è sempre detto che era meglio non farlo perchè di notte producono anidride carbonica ma potete stare tranquilli, ne produce molto di più chi vi dorme accanto. E se proprio la cosa non vi fa stare sereni sappiate che tutte le varietà di Sanseveria sono conosciute anche come piante da camera da letto perchè producono ossigeno di notte, quindi assolutamente perfette per questa stanza.



4) Arredano.
Per come la vedo io nessun sopramobile sarà mai bello quanto una pianta. Tenute semplicemente nei propri vasi, con copri vasi variopint, in terrario, sulle mensole, appese al soffitto...insomma c'è solo l'imbarazzo della scelta e qualsiasi modalità scegliate saranno sempre una coccola per gli occhi.

5) Antistress.
E per finire, ma non meno importante, sono dei grandi antistress. Il colore verde, che tanto associamo alla natura, rilassa la mente e la vista. Inoltre occuparsi di loro, instaurare dei piccoli riti anche solo per vedere se è sbucata qualche foglia, appassionarsi alla materia e creare legami con altri appassionati è un notevole antistress.

Insomma, non avete più scuse per non correre in vivaio a prendere qualche pianta o riprodurre qualche talea!
Sara

lunedì 16 novembre 2020

Giochi da tavolo: i vari tipi, come sceglierli e come far felice tutta la famiglia.

In un'epoca in cui tantissimo dell'intrattenimento passa dal piccolo schermo, i giochi da tavolo possono passare un po' in secondo piano. In realtà sono tra le attività più belle da fare in famiglia, che oltre a far divertire sanno anche insegnare qualcosa.



Il segreto è capire qual è la tipologia di gioco più adatto ai propri gusti (oltre alla fascia d'età), perchè la scelta è davvero infinita.

Oggi quindi ospito sul blog Francesco, educatore socioculturale, per rispondere ad alcune delle domande più frequenti riguardo ai giochi da tavolo.

Quali sono le varie tipologie di gioco da tavolo e come capire quali sono le più adatte a noi?

Le tipologie sono molto numerose, difficile elencarle tutte: giochi di piazzamento, di strategia, di motricità, di velocità, di logica, di memoria, di intuizione... il metodo per scoprire quali generi di gioco sono più adatti a noi, invece, è semplice. Giocare, giocare e giocare. Provare tanti giochi diversi per scoprire, divertendosi, quali ci piacciono di più.

Da che età è possibile iniziare a giocare con questo tipo di giochi?


Esistono giochi da tavolo a partire dai due anni, con regole molto semplici e oggetti grandi facili sia da manipolare che da pulire. Lavorando in ludoteca ho però imparato che ci si può avvicinare fin da piccoli a molti diversi giochi da tavolo, perché a quelle età già solo aprire la scatola, osservare e sparpagliare i pezzi e usarli per inventare un modo di giocare può essere molto divertente. Giulio passa ore a muovere i conigli di Dixit o le miniature di Talisman senza conoscerne le regole, ma per la sua età va già bene così. Dopotutto, il foglio delle regole dice solo uno dei possibili modi di giocare un gioco da tavolo.

Esistono giochi da fare in solitario o in coppia?

La maggior parte dei giochi da tavolo prevedono un numero minimo di due giocatori (raramente 3), e alcuni possono essere giocati solo da due giocatori. Esistono anche giochi le cui regole indicano anche come giocare in solitaria, e tutti i giochi di tipo cooperativo possono essere fatti anche da un solo giocatore.

Quali sono secondo te i più educativi per i bambini?


A mio avviso apprezzo molto il mondo dei giochi cooperativi, dove tutti i giocatori vincono se riescono a lavorare insieme e tutti i giocatori perdono in caso contrario. Un obiettivo comune smorza gli eccessi di competitività, aiuta ad allenare l'attenzione verso l'altro e incoraggia a giocare anche quei bambini che a volte non si avvicinano ad un gioco per paura di perdere.

Mi piace anche avvicinare prima possibile i bambini al gioco di ruolo perchè 
praticandoli
(oltre a tutti i vantaggi appena descritti per i giochi cooperativi)  ci si allena a mettersi nei panni di qualcun altro e si allena l'immaginazione e la capacità di esprimere a parole quanto ci si è appena immaginati. Dal momento che i giochi di ruolo sono essenzialmente narrazioni a turno, infine, i bambini che ci giocano imparano ad ascoltare con attenzione le cose dette dagli altri e ad intervenire in modo pertinente quando è il loro turno di parlare. 

Consigli per quando si decide di acquistare o noleggiare un gioco?

Se avete una ludoteca nelle vicinanze, non esiste sistema migliore per avvicinarsi al gioco da tavolo. Il personale normalmente è in grado di consigliare giochi adatti agli utenti, specialmente a quelli regolari. Se invece del noleggio volete valutare degli acquisti, quando le fiere di settore ricominceranno consiglio anche di frequentare quelle, in modo da poter provare i giochi prima dell'acquisto, con l'aiuto di dimostratori capacissimi di spiegarveli rapidamente. 


Spero che questo viaggio nel mondo dei giochi da tavolo vi sia stato utile e prima di salutarvi vi ricordo che in tante città sono presenti le ludoteche (ne ho parlato in questo post), in cui è possibile noleggiare gratuitamente i giochi, in modo tale da poterne provare tanti e capire così quali sono quelli che abbiamo realmente voglia di acquistare per tenere a casa sempre a disposizione.



Abbiamo anche pensato di raccogliere i nostri giochi preferiti in questa vetrina Amazon (Link in affiliazione), sperando vi possa essere utile.

Buon divertimento!

Sara e Francesco.

lunedì 9 novembre 2020

La mia cucina quasi zero waste

La cucina è una di quelle stanze in cui passiamo tanto del tempo tra le quattro mura domestiche. 
Anche chi non ama cucinare non può evitare di passare parte della sua giornata ai fornelli e proprio per il suo frequente utilizzo è una delle stanze in cui tante azioni, se non vengono ponderate bene, possono essere potenzialmente inquinanti e nemiche dell'ambiente.
Per fortuna si possono avere tanti piccoli e facili accorgimenti per evitare almeno in parte il nostro impatto. 
Ovviamente, per come la vedo io, una cucina realmente zero waste è utopistica ma di sicuro non siamo del tutto inermi, possiamo fare comunque tanto.
Oggi vorrei condividere con voi i piccoli cambiamenti che abbiamo apportato alla nostra cucina nel corso del tempo, sperando di poter essere d'aiuto a qualcuno.




SPESA:
Tutto ovviamente parte dalla spesa, quindi via libera all'acquisto di frutta e verdura al mercato ogni volta che si riesce e di prodotti sfusi dove possibile. 
Personalmente la spesa sfusa la riesco a fare solo online da Negozio Leggero ed acquisto tutti i legumi ma anche lievito, erbe aromatiche, spezie varie, preparati per vegburger e soia.
Sono accorgimenti che si riescono a fare solo una volta alla settimana? Ogni due? Pazienza, ricordatevi che ogni piccolo gesto ha la sua importanza, per migliorare c'è sempre tempo.
Sempre in ottica di spesa l'acquisto di prodotti di stagione è per me fondamentale, salvo rarissime eccezioni, avere nel nostro carrello solo frutta e verdura del periodo e italiana. 
Anche al supermercato, per quanto molto più difficile, si possono fare scelte di sostenibilità ambientale, ad es. prediligere imballaggi plastic free, portare le proprie shopper riutilizzabili e cercare dove possibile di acquistare prodotti biologici.

CUCINARE:
Una volta portata a casa la nostra spesa non ci resta che cucinare. 
Anche questo, se fatto nel modo giusto, può fare la differenza. Come? 
Evitando il più possibile il consumo di piatti pronti e dando vita alle proprie portate partendo da materie prime. 
Questo per due motivi: uno è che questi piatti sono quasi sempre confezionati in imballi plastici non riciclabili, secondo perchè gli ingredienti sono spesso di bassa qualità.
Quindi meglio investire qualche minuto in più per preparare piatti sani, senza coloranti, conservanti e coloranti, per se stessi e la propria famiglia. 
Poco tempo per farlo? Prova a leggere questo mio vecchio modo sul menù settimanale e guarda questo video sul meal prep, potrebbe esseri utile. 
Anche se devi preparare dei pasti da consumare in ufficio questo modo di organizzarsi può esserti molto utile, evita i pasti pronti comprati al volo da qualche parte e porta con te la mitica schiscetta piena di cose buone!
Infine l'acqua, inutile che vi dica che vivendo in un comune con l'acqua pubblica assolutamente potabile beviamo quella senza comprare quella in plastica. Ma se questo non fosse possibile l'alternativa migliore è senza ombra di dubbio l'acquisto dell'acqua con le bottiglie di vetro a rendere.
Per quanto riguarda l'attrezzatura siamo passati dalla classica carta forno a quella lavabile o biodegradabile, entrambe super consigliate. 
La pellicola per alimenti è stata sostituita quasi interamente dai miei copri ciotola lavabili.

A TAVOLA:
La parte riguardante la tavola credo sia un po' banale ma mai dire mai. 
Sulla nostra ci sono ovviamente solo piatti, posate e bicchieri lavabili, così come i tovaglioli che sono rigorosamente di stoffa. Se vi sembra un lavoro eccessivo da gestire ricordatevi che li lava la lavatrice e nessuno vi obbliga a stirarli.

LAVANDINO:
Dopo un bel pranzo tutti insieme ciò che resta da fare altro non è che lavare i piatti. 
Per quanto riguarda le nostre scelte green per il lavandino abbiamo sostituito quasi del tutto le classiche spugne in plastica con quelle con testina in legno e setole vegetali o la spugna di luffa. Per chi non le ha mai provate possono sembrare di difficile utilizzo ma in realtà sono molto più comode di quel che sembra.
Ultima news in casa nostra il detersivo solido per piatti (per quelli lavati a mano, non in lavastoviglie). Altro non è che una saponetta quadrata su cui strofinare la spugna umida in modo da ottenere una schiuma da usare per la pulizia dei piatti.

Come vedete questi sono solo alcuni piccoli cambiamenti, abbiamo ancora tantissimo da migliorare e confido che nel tempo lo faremo. 
L'importante è iniziare da qualche parte e di condividere la propria esperienza con gli altri (senza però essere invadenti). 
A volte basta condividere con gli altri le proprie esperienze per convincerli a provare cose diverse dal solito e mostrare loro una strada poi non così difficile.
Spero nel mio piccolo di aver fatto la stessa cosa con voi oggi.

Alcuni dei prodotti oggi nominati li trovate nel mio shop, altri li ho messi in evidenza nella mia vetrina Amazon (Link affiliati).
Se volete poi vedere nello specifico quali sono i nostri piccoli passi green in cucina, li trovate in questo video su Youtube. Questo invece era quello relativo al nostro bagno.

Spero di esservi stata utile e di tornare presto qui a raccontarvi di altri miglioramenti fatti.
Un abbraccio.
Sara








mercoledì 21 ottobre 2020

Piccoli passi avanti.

 La mia è stata, fin dal primo giorno, un'attività mignon, un po' come me.

Non che non sogni qualcosa di più grande, con un laboratorio bello spazioso, un punto espositivo e un'area accogliente con il divanetto e le tisane per le mie clienti. Ma al momento non è possibile e sto imparando ad amare la dimensione così piccola che ho costruito intorno a Sogni Risplendono.

Che poi è cambiato tanto, tutto, da quando cucivo le prime cose con la mia tenera Singer da meno di 100€ e compravo lo sbieco un metro per volta.



Perchè essere piccoli non vuol dire non essere ambiziosi o non voler veder crescere il proprio lavoro, semplicemente si fa un passo alla volta, senza che siano più lunghi della gamba e ponderando bene ogni scelta (a volte anche troppo, diciamolo).

Il mio mondo fatto di stoffe, fili e prodotti zero waste è per me fonte di grande gioia e soddisfazione, non potrei mai farne a meno ma ultimamente sentivo la necessità di fare quel passo in più che volevo fare da tempo, quella della rivendita di tutti quei prodotti zero waste e plastic free che non ero in grado di produrre con le mie mani.



La prima volta che mi venne in mente questa idea ricordo perfettamente cosa stavo facendo. Ero in piscina, non più tardi delle 7:30 del mattino, l'alba che faceva capolino dalle vetrate e tante altre persone intorno a me che nuotavano prima di andare al lavoro.

Quando nuoto (è davvero troppo che non lo faccio), mi faccio sempre dei gran film mentali, è il mio momento di fantasia libera e scalpitante e sognavo ad occhi aperti a come sarebbe stato bello avere un negozio vero e proprio per poter vendere, oltre ai miei prodotti, anche quelli che come consumatrice amo tanto e che consiglierei a chiunque.



Immaginavo già un ampio locale, espositori di legno, piante in ogni angolo, un tavolino per le confezioni regalo e profumo di olii essenziali ovunque.

E' bastato il tempo di due bracciate per capire che per il momento era solo una fantasia, una fantasia bella grande!



Ma io sono del segno del toro, testa dura, volenterosa e che non molla. Ho rimuginato per mesi su questo sogno fino a quando sono giunta alla conclusione che per diventare rivenditore non dovevo per forza fare le cose in grande, potevo usare la misura a me tanto famigliare, quella del piccolo, molto piccolo!

Ed ecco qui che in un balzo temporale ci ritroviamo ad agosto, quando durante le mie vacanze passavo le ore a studiare i vari brand, le loro caratteristiche, i prodotti, a testare quelli che non conoscevo e a capire che passi dovevo fare, soprattutto da un punto di vista burocratico.



Avevo in mente di essere pronta per metà settembre ma devo ancora imparare che gli imprevisti e le beghe varie sono sempre molte di più di quel che si pensa per cui è slittato tutto ad oggi, 21 ottobre 2020, data da ricordare.

Sì! La voglio ricordare questa data, perchè non importa quanto piccolo sia stato questo passo, non importa che la merce ci stia tutta dentro un'anta dell'armadio perchè ho ordinato 5 pezzi per prodotto, non importa se non ho un angolo tisane per accogliere le clienti. 



Il profumo di olii essenziali c'è lo stesso e ogni volta che apro quelle ante mi batte il cuore un po' più forte, felicissima di questo nuovo passo avanti.

E poi come si dice? Mai dire mai! Magari un giorno arriverà il mega negozio pieno di piante.

Per ora trovate tutto qui, nel mio shop.

Un abbraccio.

Sara