mercoledì 17 aprile 2019

Pranzo in ufficio: tre ricette facili e veloci.

Quando non si riesce a tornare a casa per pranzo durante le giornate di lavoro spesso si tende a comprare al volo piatti pronti  al supermercato, oppure a fermarsi in un fast food o al bar. A lungo andare questo comportamento può portare problemi di salute, un'inutile produzione di rifiuti (vedi imballaggi vari) ed alleggerimento del borsellino. E' anche vero che con le vite frenetiche e piene di cose da fare non sempre è facile trovare il tempo e le idee per trasformare la pausa pranzo in un momento all'insegna del cibo sano fatto in casa. 
Personalmente, lavorando tra le quattro mura domestiche, non ho questo problema ma la dolce metà è spesso via e mi sono dovuta trasformare in un'esperta preparatrice di schiscette!
Inutile che vi dica che stilare il menù settimanale è ancora più importante per far fronte a questa incombenza, avrete così le idee ben chiare e tutti gli ingredienti a casa.

Oggi voglio condividere con voi tre ricette che faccio spesso e sono perfette anche per chi magari non ha modo di riscaldarsi il pranzo al microonde.

POLPETTE DI CECI.



Dire che adoro questa ricetta è riduttivo! Le preparo minimo una volta alla settimana. Si possono fare in versione piccola da polpetta oppure grandi per farcire gli hamburger. Se imballate singolarmente nella pellicola le potete surgelare da crude e cuocerle all'occorrenza. La ricetta di oggi prevede i ceci ma vanno benissimo anche i fagioli o le lenticchie. Non c'è una lista degli ingredienti specifica, mi faccio guidare da ciò che ho in dispensa. Si possono fare semplici oppure arricchite di carciofini, olive, pesto o quello che preferite. Le potete cuocere al forno con un filo d'olio, in padella ben rosolate oppure fritte.

INGREDIENTI:
1 scatola di ceci precotti
1 uovo
farina 00 o pangrattato q.b.
Spezie varie a piacere

Frullare tutto fino ad ottenere un composto abbastanza sodo da poter creare delle polpette e passatele nella farina. Cuocere in padella fino a doratura.

Queste polpette sono strepitose se accompagnate da una salsa a base di yogurt, se la mettete dentro ad un contenitore a chiusura ermetica potete portarne un po' anche al lavoro. 
Mescolare dello yogurt bianco con olio, sale, succo di limone e menta fresca. Quando è stagione con cetriolo precedentemente grattugiato e fatto scolare del liquido in eccesso con un po' di sale in un colino.

Accompagnatele con dell'insalata fresca ed ecco uno dei piatti più buoni che ci sia!

TORTA SALATA AGLI ASPARAGI



La bellezza di questa ricetta non è tanto nel piatto in sè che non è nulla di speciale, bensì nella preparazione della pasta che è velocissima da fare, non dovete neanche sporcare l'asse perchè la impastate in una ciotola e poi la stendete con le mani direttamente sulla teglia. Inoltre non contiene burro e la potete fare anche se decidete di preparare la torta all'ultimo minuto senza essere schiavi di quella industriale.

INGREDIENTI:
250 g farina 00 oppure mista ad integrale
120 g acqua calda
70 g olio di girasole spremuto a freddo
1 cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino di bicarbonato

Asparagi sbollentati
Due uova
Provola a cubetti
Erba cipollina

Impastare dentro ad un ciotola usando le mani, fino ad ottenere un composto morbido che andrete a stendere sempre con le mani all'interno di una teglia bassa.
Farcire a piacere in base a cosa offre la stagione. Questa volta ho usato gli asparagi ma è buonissima anche ricotta e spinaci, finocchi e gorgonzola, zucchine trifolate, funghi e speck...insomma spazio alla fantasia!


INSALATA DI RISO GAMBERI E PISELLI



Con l'arrivo della bella stagione le insalate fredde di riso, farro, cous cous o cereali misti sono perfette per i pranzi in ufficio! 

INGREDIENTI:
Riso da insalata
Gamberi
Piselli
Zafferano
Erba cipollina

Fate bollire il riso insieme ai piselli e nell'acqua versate lo zafferano. A parte saltate i gamberi. Unire il tutto condendo con un filo di olio, erba cipollina e se vi piace salsa di soia.

Spero di avervi dato delle idee facili e gustose che possono andar bene in qualsiasi contesto, sia a casa che durante picnic su prati fioriti.

Un abbraccio.
Sara

mercoledì 10 aprile 2019

Tutorial metro da muro.

Voglia di decorare la cameretta dei vostri bimbi con qualcosa di fatto a mano? Il metro da muro è un'idea perfetta! Colorato, allegro e ovviamente utile. Insomma tutte le caratteristiche che piacciono a me.
Adesso che anche io sono mamma ho una scusa in più per sbizzarrirmi alla macchina da cucire e sapendo che anche voi amate creare con le vostre mani ho pensato di realizzare il tutorial di questo buffo dinosauro dal collo lungo.



MATERIALE:
Cotone spesso
cotone medio fantasia
Carta termoadesiva da cucire
Filo da ricamo
Sbieco di cotone da 2,5 cm
Nastro di raso.
Fettuccia di cotone

PROCEDIMENTO:

Come prima cosa ritagliate due rettangoli dal tessuto spesso che saranno il corpo del metro. Le dimensioni dipendono da quanto grande volete cucirlo, io ho usato circa 67 cm x 30 cm. A questo punto segnate su una delle due le posizioni in cui andrete a ricamare i numeri, distanziandoli 10 cm l'uno dall'altro. A questo punto potete ricamarli, scegliete voi se a mano o a macchina. Se nessuna delle due opzioni vi entusiasma potete sempre usare dei numeri adesivi in pannolenci che vengono venduti in diverse mercerie ben fornite. L'altro rettangolo tenetelo da parte, sarà il retro del metro.




Decidete che disegno volete riportare sul metro. Io ho scelto un dinosauro dal collo lungo ma potete fare anche una giraffa, un albero, una pila di animali uno sopra l'altro o ciò che vi suggerisce la fantasia. Una volta riportato su carta il disegno scegliete la stoffa che andrà a comporre ogni parte del soggetto e ritagliate un pezzo di carta termoadesiva per ogni pezzo. Posizionate la carta sul retto della stoffa e stirate bene. La stoffa e la carta devono essere più grandi della parte che andrete a disegnare.




Riportate il disegno sul retro della stoffa così preparata e ritagliate i vari pezzi. Posizionateli sul metro fino a trovare la composizione che vi piace.




Togliete la parte di carta rimasta dopo aver stirato e appoggiate i pezzi del disegno sul metro e stirate per fissare il tutto.




A questo punto potete cucire tutto intorno al disegno ma non è un passaggio obbligatorio, visto che avrete già fissato tutto con il ferro da stiro.





Ricamate i dettagli del vostro disegno.




Tagliate un pezzo di fettuccia leggermente più lungo del metro e posizionatela di fianco ai numeri. Segnate con una penna cancellabile i punti della fettuccia che volete cucire per fissarla al metro. Vi consiglio di cucire tra un numero e l'altro.






A questo punto prendete il retro del metro e posizionatelo rovescio contro rovescio con il davanti e fermateli tra di loro. Fatto ciò rifinite tutto con dello sbieco.




Cercate il centro del metro nella sua parte più alta e cucitevi un'asola di nastro che vi servirà per appenderlo.




Ecco che il vostro metro è pronto! Per segnare l'altezza del vostro bambino potete usare una semplice molletta di legno decorata come preferite. Fate solo attenzione all'età del bambino e in base a ciò scegliete una grandezza adeguata per la molletta.




Basta davvero poco per creare con le proprie mani un oggetto unico, diverso da ciò che si può trovare in commercio e che renda speciale un angolo della cameretta dei piccolini.
Se vi cimentate con questo tutorial mandatemi le foto dei vostri lavori, sarò ben felice di condividerli sui miei canali social.


Sara



mercoledì 3 aprile 2019

Pannolini lavabili, come gestire l'uso misto.

Pannolini lavabili sì o no? E' il dilemma di tutti quei genitori che quando sono in attesa del proprio bimbo pensano a come avere il minor impatto ambientale possibile e valutano tutti i pro e contro di questa scelta.
Con questo mio post vorrei andare incontro a tutti coloro che per paura di non farcela decidono di non provare neanche ad utilizzarli e per far sentire meno inadeguate tutte quelle persone che come noi hanno optato per un uso misto.
Ammettiamolo, il mondo dei lavabili rivela spesso forti estremismi, più volte nei gruppi specializzati ho letto commenti davvero maleducati, offensivi e fuori da ogni buon senso rivolti a mamme che avevano delle difficoltà e dubbi. Ovviamente non sono tutti così, anzi, senza il loro supporto non sarei mai riuscita a intraprendere questa strada e ancora oggi li consulto quando ho qualche dubbio (soprattutto riguardo ai lavaggi).



Perchè uno dovrebbe optare per un uso misto invece che esclusivo? Per tutta una serie di motivi legati alla propria gestione familiare che secondo me nessuno dovrebbe permettersi di giudicare in nessun modo! Nel nostro caso le principali problematiche che ci hanno portato a questa scelta sono:

1) Non abbiamo l'asciugatrice e non abbiamo intenzione di comprarla.
2) Non abbiamo lo spazio necessario per avere più stendini per cui se usassi solo lavabili non riuscirei a gestire le lavatrici del resto del bucato.
3) Giulio di notte dorme già abbastanza male senza bisogno di aggiungere il problema cambio notturno.
4) Durante la dentizione con i pannolini lavabili abbiamo diversi problemi di arrossamenti e non ho nessuna intenzione di mettere il benessere di nostro figlio in secondo piano rispetto ad un pannolino in più buttato (ho visto cose che voi umani....).

Io sono convinta che piuttosto che rinunciarci a causa di queste difficoltà è mille volte meglio fare una via di mezzo, che ogni pannolino usa e getta in meno è prezioso.

Detto questo passiamo al lato pratico, illustrandovi come gestiamo noi i pannolini lavabili con uso misto. Inutile dire che questo è il nostro metodo, non dev'essere uguale o giusto per tutti. Ahimè bisogno provare e testare, finchè non si trova il proprio equilibrio.



CHE PANNOLINI ACQUISTARE:
Questa è la domanda che più spesso mi viene rivolta ma alla quale nessuno potrà darvi una risposta esatta. Ogni bambino è diverso dall'altro, per esigenze e forma fisica quindi quello che va bene per noi di sicuro non va bene per bambini esili. Vi rimando a questo post di Chi ha rubato le crostate perchè è fatto molto bene e spiega tutti i modelli che trovate in circolazione, con le varie caratteristiche. 
L'unica cosa che mi sento di consigliarvi è di valutare come siete messi ad asciugatura. Per noi un modello tutto in uno era impensabile, per questo abbiamo optato per cover più prefold. Ammetto che all'inizio questa cosa di dover fare "pieghe strane" all'inserto, per di più con un bambino anguilla, mi spaventava molto ma è stata una preoccupazione assolutamente inutile! Abbiamo imparato tutti e due presto e senza fatica, perchè sì, anche i papà li utilizzano senza problemi! Lo dico perchè spesso leggo di scelte di modelli tutto in uno "perchè così li può mettere anche il papà". Sorpresa sorpresa, non sono incapaci come in tanti credono!

QUANTI PANNOLINI COMPRARE:
Anche in questo caso dipende dall'uso che ne fate, noi per un uso misto ne abbiamo 12. Il mio consiglio è di non acquistare tutto in blocco il vostro parco pannolini perchè potreste avere l'amara sorpresa che questi non siano adatti al vostro bambino. Io ho cominciato con tre, due marche non andavano bene perchè decisamente mignon e li ho rivenduti (lo potete fare tranquillamente nei gruppi fb dedicati), la terza era perfetta per noi e da lì ho iniziato a comprare gli altri. Li abbiamo presi un po' per volta visto il costo non proprio esiguo e anche perchè le prime settimane le abbiamo usate per cercare di capirli meglio alternandoli molto agli usa e getta. Una delle cose che ho cambiato strada facendo è stato lo snappy, perchè per noi la versione classica era decisamente poco pratica, per cui siamo passati al boingo snappy, super comodo!

QUANDO INIZIARE:
Anche qui non c'è una regola universale. C'è chi se la sente o è già molto pratico ed inizia con i newborn da subito, chi li scopre quando il bambino è già grandicello e chi come me ha aspettato quattro mesi (come sapete abbiamo avuto un inizio di vita a tre un po' traumatico). 

COME ORGANIZZARE IL PARCO PANNOLINI:
posso parlare solo del nostro modo e noi abbiamo organizzato lavabili e usa e getta in due scatole di legno poste vicino al fasciatoio, insieme a tutte le altre cose che ci servono. Non avendone tanti lo spazio che ci serve è ridotto ma questo cambia se fate uso esclusivo. 
Insieme ai pannolini teniamo anche gli inserti assorbenti da mettere dentro il prefold e i velini cattura pupù. Questi non sono assolutamente indispensabili ma vi semplificano molto la vita. Questi sono ovviamente inutili fino a quando il bambino non viene svezzato perchè non tratterebbero nulla.



DOVE RIPORLI PRIMA DI LAVARLI:
Quando mi stavo documentando una delle cose che mi spaventava di più era la gestione dei pannolini sporchi perchè leggevo spesso di testimonianze pessime riguardo a cattivi odori e simili. Onestamente questo problema noi non l'abbiamo mai avuto. Certo, sono sempre dei pannolini sporchi tenuti dentro un secchio ma non è nulla di diverso dagli usa e getta. Poi in teoria le feci andrebbero eliminate nel water e non buttate nella spazzatura. Noi ci siamo molto semplicemente muniti di questo bidone, all'interno del quale mettiamo la nostra wet bag.  Ne abbiamo anche una più piccola che uso quando vado da mia madre.
Nei primi mesi del bambino è necessario sciacquare i pannolini e strizzarli un po' prima di metterli nel cesto. Fate attenzione a non stropicciare la parte in pul (quella esterna sintetica) perchè si rovina. Con lo svezzamento questo passaggio è praticamente inutile, vi basta eliminare le feci e metterli nel bidone.

LAVAGGI:
I pannolini lavabili vanno lavati spesso, non bisogna far passare più di due giorni da quando sono stati usati. La cosa più difficile è organizzare le lavatrici incastrando i vari lavaggi della famiglia ma fatto ciò non è nulla di difficile. Importantissimi sono i detersivi!
No quantità industriali di detersivo!
No ammorbidente e candeggina!
Usare i lavaggi ad alte temperature con moooolta parsimonia.
Non fare centrifughe forti alle parti in pul.

I pannolini rimarranno macchiati e non casca il mondo. Tante volte leggo di mamme che li vorrebbero bianchi splendenti ma senza usare detergenti aggressivi questo non è possibile. Le macchie se poste al sole tendono a sparire, non sempre le feci lasciano macchie e comunque sia non succede nulla. L'importante è siano ben lavati, tutto il resto è estetica.

Noi facciamo così: 
-La prima cosa che faccio è inserire solo i lavabili e le wet bag con la cerniera aperta nella lavatrice, senza detersivo e faccio fare un risciacquo veloce con 800 giri di centrifuga. In questo modo li avrete lavati dal grosso.



- Successivamente, se c'è spazio, aggiungo il resto della biancheria. Il lavaggio viene fatto con 15 ml di detersivo ecologico senza parabeni, sbiancanti ottici e ftalati, che poi è lo stesso che uso per tutti i lavaggi di casa, sempre con questa dose.  Ammorbidente fatto con una soluzione di 150 g di acido citrico  e 850 g di acqua distillata. Vi può sembrare molto poco ma in realtà è più che sufficiente. Volete avere la prova che se ne usate di più è troppo? Fate andare la lavatrice a vuoto, senza mettere detersivo e vestiti e ditemi cosa vedete. Scommetto una gran quantità di schiuma. E questo non va bene, per nulla!!! E non solo per i lavabili, ma per la vostra salute e per il pianeta. Sono tutti residui di detersivo che vengono a contatto con la pelle e finiscono inutilmente nella falda acquifera. Bisogna imparare ad avere un approccio diverso con i detersivi, un capo per essere pulito non deve profumare di lavanda.
Il lavaggio deve essere lungo, con un buon risciacquo. Nelle lavatrici recenti spesso viene caricata poca acqua per una (giusta) questione ecologica per cui i risciacqui non sono sempre efficaci. Mi rendo conto che questo è un po' un controsenso ma io aggiungo a mano, direttamente nel cestello della lavatrice, una buona quantità di acqua per essere sicura che vengano lavati bene. 
Se necessario aggiungo un cucchiaio di percarbonato per disinfettare e smacchiare ma non è necessario usarlo sempre, anzi potrebbe danneggiarli. Io lo uso nei periodi in cui mette i denti perchè fa una pipì pressoché tossica!
La centrifuga deve essere sempre a 800 giri.
Una volta finito il lavaggio tolgo tutto ciò che è fatto di pul e rimetto la centrifuga a 1200 giri per strizzare bene tutto.

- A questo punto stendo. Vedete questa foto del nostro stendino? Ecco, non dovete stendere così! Concedetemi la foto artistica. I pannolini se stesi fuori vanno girati al contrario perchè il sole potrebbe rovinare il pul. Mentre il sole è amico dei vostri inserti, perchè aiuta a smacchiare.



ABBIGLIAMENTO:
I pannolini lavabili sono bellissimi, super colorati, allegri ma....parecchio ingombranti! Se questo non causa nessun problema nell'imparare a gattonare e camminare, può essere un po' scomodo quando si tratta di vestiti. Dopo vari tentativi e grazie ai consigli di altre mamme ho scoperto che body e pantaloni h&m vestono con il cavallo bello largo per cui si adattano molto bene ai pannolini. Immagino ci siano anche altre marche migliori ma al momento non le conosco. 

Questo è il mio piccolo riassunto sulla nostra esperienza con i pannolini lavabili ad uso misto. Spero di non aver spaventato ulteriormente gli indecisi ma invece di averli invogliati a provare. Magari scoprirete di essere molto più bravi di me e di riuscire a fare un uso esclusivo.

Un abbraccio!
Sara

giovedì 28 marzo 2019

Il mondo del riuso per i bambini, una scelta ecologica.

Appena diamo la notizia della dolce attesa, gli amici e i parenti che ci sono passati prima di noi cominciano a proporci tutta una serie di oggetti che loro non usano più e che potrebbero tornarci utili. Spesso però, appena fatta l'offerta, si sentono quasi in dovere di scusarsi e di precisare un "Se non ti offendi". Io questa cosa dell'offendermi perchè mi vuoi dare una mano a diminuire le mille spese che comporta un bambino non l'ho mai capita, di cosa dovrei offendermi? Anzi dico grazie!

Non sono un'amante dell'usato, non mi troverete praticamente mai a frugare nei mercatini delle pulci e non indosso abiti vintage (anche se ci sto ripensando). Faccio semplicemente fatica a trovarmi in quel mondo, è davvero difficile che riesca a trovare qualcosa che mi conquisti e che mi faccia dire "Lo voglio!". Dalla mia parte posso però dire che non sono una compratrice compulsiva, ho un piccolissimo guardaroba capsula, pochi oggetti selezionati che desidero mi durino nel tempo e non mi piacciono le case che scoppiano di oggetti.




Per quanto riguarda i bambini però credo sia un mondo completamente diverso, soprattutto per quanto riguarda alcuni oggetti che possono essere utilizzati più volte vista la velocità con cui crescono i pargoli.
Non è solo una scelta economica, per noi è principalmente ecologica.
Se penso a quanti giorni (sì, giorni) ha messo determinate tutine Giulio i primi mesi di vita mi sento male, sono praticamente nuove e buttarle mi sembra davvero un insulto al pianeta.

Come possiamo quindi avere un minor impatto sul pianeta e sul portafogli?



1) Accettare volentieri ciò che ci donano gli amici.
Siamo stati fortunati perchè per tante cose abbiamo avuto l'aiuto di amici che ci hanno donato seggiolino bici, tavolino per la cameretta, lettino (arrivato addirittura da un'amica conosciuta sui social!), diversi vestiti, la sdraietta. Sono tutte cose che se anche un po' usurate sono assolutamente riutilizzabili e poi personalmente quei piccoli segni mi emozionano un po', perchè penso agli altri bambini che li hanno usati e al ciclo della vita che continua.



2) Affidarsi a negozi specializzati dell'usato.
Ormai in tutta Italia ci sono questi negozi specializzati in cui i genitori possono vendere o comprare ciò che serve. Il livello di selezione della merce è molto alto quindi per quanto siano usati troverete sempre oggetti in ottimo stato! Noi ad esempio abbiamo acquistato il trio che era praticamente nuovo, risparmiando metà del suo prezzo, che non è poco!

3) Dare un'occhiata alla soffitte dei genitori.

Chi più chi meno tutti i genitori conservano qualcosa dei propri figli, se l'ha fatto mia madre che è ben più minimalista di me lo fanno tutti! Noi abbiamo il seggiolone che ha più di 30 anni e nonostante il design decisamente rétro fa ugualmente il suo dovere. Abbiamo recuperato anche alcuni giochi in legno, libri e lego: quel che si dice un tuffo nel passato!
E vogliamo parlare del vinile con le sigle dei cartoni animati anni 80? Giulio lo adora, crescerà con un'anima vintage.



4) Costruire con quello che si ha a casa. 
Per cercare di arginare il problema inquinamento si possono fare tante cose con quello che si ha in casa. Con un po' di praticità alla macchina da cucire si possono confezionare coperte e lenzuolini e dando spazio alla fantasia si può dare vita a diversi giochi con pochi e semplici materiali che trovate in casa.

5) Acquistare fatto a mano.
Ovviamente sono di parte ma quando si parla di pratiche green per me ha sempre un ruolo fondamentale l'acquisto, dove possibile, di prodotti artigianali o comunque da piccoli produttori. Ci sono sicuramente meno passaggi, non c'è alla spalle un'industria inquinante, eliminiamo la questione sfruttamento del lavoratore e sostenete micro realtà del vostro paese.

Spero di aver fatto cambiare idea ai più scettici e di aver sciolto la timidezza di chi vorrebbe donare ma ha paura di offendere. 
Credo sia bellissimo dare una seconda possibilità agli oggetti e un gesto d'amore donarli a chi ne ha bisogno.

Un abbraccio!
Sara

venerdì 8 marzo 2019

La mia personale dedica a Frida Kahlo.

Frida Kahlo, uno dei personaggi femminili più belli e d'esempio della storia. Forte, creativa, visionaria e amante della vita. 

Era da tempo che volevo creare una mini collezione di cuscini ritratto ispirata a lei ma c'era sempre qualcosa che mi mancava, come se non avessi il dettaglio giusto per rendergli giustizia. 
Poi un giorno la mia macchina da cucire si è unita alla tavoletta grafica di Laura per una collaborazione fatta apposta per dare vita a questo mio desiderio.
Per chi non conoscesse Laura è una talentuosa illustratrice che tra i suoi vari prodotti offre anche la possibilità di realizzare pattern personalizzati in base alle proprie esigenze per rendere unica ogni creazione. 



Per me ha realizzato questa meraviglia ispirata al Messico e ai suoi colori accesi che una volta stampata è diventata la meravigliosa stoffa con cui ho confezionato i vestiti delle mie mini Frida.
Le ho dato carta bianca perchè so che i lavori migliori sono quelli in cui non si mettono paletti alla creatività ma la si lascia libera di sperimentare.

 Il risultato finale mi ha entusiasmato!



Per ora questa è solo una mini collezione di pochissimi pezzi acquistabili dallo shop ma non escludo che in altri periodi dell'anno possa ristampare la stoffa per confezionarne altre, vedremo.

Ciò che mi rimane di più di questo lavoro è l'unione di due menti di giovani donne con piccole ma amatissime attività che insieme hanno saputo dar vita a qualcosa di unico. 
Direi che non poteva esserci giornata migliore di quella della festa della donna per dargli spazio, un inno al mondo femminile nella sua versione migliore.



Auguro a tutte voi una vita sempre nel segno del rispetto, dell'amore, dell'intraprendenza e del coraggio, perchè un solo giorno all'anno è decisamente troppo poco.
Sara

venerdì 1 marzo 2019

Cucina giocattolo per chi ha poco spazio in casa.

Amate come me le cucine giocattolo ma avete poco spazio in casa? L'articolo che vi presento oggi è quello che fa per voi! 



Partiamo dal principio, da come è nata questa idea. 
Lo scorso sabato pomeriggio ho portato Giulio in ludoteca e nonostante sia ancora piccolino si è subito diretto verso la cucina giocattolo. Ok, credo che il vero motivo sia perchè l'ha associata al cibo e infatti alla vista di carote, formaggi e polli di plastica ha iniziato a canticchiare "Pappa! Pappa! Pappaaaa!!!". Resta il fatto che era uno spettacolo vederlo alle prese con quello che per me è il gioco più bello del mondo e la mente è subito volata alla mia. Mamma quanto l'ho amata! E quanto ci ho giocato! Era la classica versione di plastica che probabilmente tutti i figli degli anni 80 hanno avuto, con i vari sportellini e utensili che con un'abbondante dose di fantasia diventava un ristorante stellato. Io amavo particolarmente disegnare i vari piatti sulla carta e cucinarli con dei meravigliosi pentolini di rame che conservavo in una piccola scatola di cartone. 



Ma torniamo a noi. Una volta tornati a casa continuavo a pensare alla cucinetta e in cuor mio sapevo che il nostro nido è probabilmente troppo piccolo per averne una. Ero accovacciata sul divano, con Ron in grembo che richiedeva le coccole e mi sono un attimo imbambolata sulle sedie che avevo davanti a me e....idea! Avrei potuto fare una mini cucina giocattolo da mettere e togliere da una sedia e che una volta piegata occupasse pochissimo spazio.



Ecco quindi com'è nata questa idea.
Come misure non ho preso le nostre perchè sono un po' insolite ma dopo aver fatto una veloce ricerca su internet ho visto che le misure più comuni sono 40 x 40 cm.

Ho fatto in modo di far stare la mini cucina tutta in un'unica sedia per cui sulla parte della seduta ho cucito due fornelli e il lavandino. Sopra a questi ho posizionato un mestolo e una spugnetta che si attaccano e staccano con il velcro.
Nella parte bassa rivolta in avanti ho riprodotto lo sportello del forno con una bella pizza che cuoce. Lo sportello l'ho fatto apribile in modo tale che i bimbi possano mettere "dentro al forno" le loro prelibatezze.



Nei pannelli laterali ho legato con dei nastri una presina e un piccolo asciugamano.



Quando realizzo articoli come questi mi rendo realmente conto di quanto sia fortunata a fare questo lavoro, nonostante le difficoltà, l'incertezza e le battute d'arresto. Mi permette di restare legata alla mia parte bambina, nutrendomi dei bellissimi ricordi d'infanzia e rivivendo le gioie vissute in modo semplice ma allo stesso tempo magico.

Se la cucina giocattolo ha fatto innamorare anche voi la trovate nello shop. E' solo un pezzo per ora ma è possibile ordinarla anche personalizzata per colori, pietanza nel forno ed eventualmente con il nome.

Un abbraccio e grazie come sempre per essere passati di qua!

Sara

giovedì 21 febbraio 2019

Il bilinguismo nei bambini piccoli: la nostra esperienza.

Bilinguismo in famiglie con una sola madrelingua, è possibile? 

Non posso ancora rispondere a questa domanda perchè Giulio ha solo un anno e i risultati ottenuti sono al momento ancora pochi. 
Mio marito però, l'artefice di tutto ciò, ha avuto modo di discutere con diversi insegnati d'inglese sull'argomento e tutti sono stati d'accordo sul fatto che non è così fondamentale avere un genitore madrelingua inglese per impararlo da piccoli. 



D'altra parte, se dovessimo insegnare la lingua straniera ai nostri figli solo con insegnanti inglesi, non so quante scuole avrebbero questa materia in calendario, ci avete mai pensato?

Spesso e volentieri nelle mie stories su Instagram si sente Francesco parlare con Giulio in inglese e in tante mi avete chiesto come mai di questa nostra scelta, a volte pensando che fosse straniero. 
Si tratta di un metodo pedagogico che fa ascoltare al bambino, fin dalla nascita, due linguaggi diversi per farglieli imparare contemporaneamente entrambi.
L'idea gli è venuta anni fa, quando per lavoro si è trovato a fare da supplente in una sezione bilingue di una scuola dell'infanzia. Da allora si è innamorato della cosa e lavora spesso coi bambini in lingua inglese e naturalmente ha voluto provare subito anche con il piccolo assistente di casa! 
Ad alcuni sembra un po' assurdo volerlo insegnare così presto ma in realtà, nella fascia temporale dei primi tre anni di vita, i bambini assorbono qualsiasi informazione senza fatica, in modo totalmente spontaneo (che invidia!)

Per adesso non si vedono molti risultati, anche perché questa tecnica fa iniziare a parlare un po' più tardi i bambini per via della gran quantità di parole che sentono (ogni oggetto, a casa nostra, ha sia il nome italiano che il nome inglese). 
Ma ora che sta iniziando a ripetere quello che gli diciamo il nostro ometto si mette alla prova sia con una lingua che con l'altra: prova a dire sia "gatto" che "kitty", e fa riderissimo quando prova a ripetere "octopus" (il suo animaletto di gomma preferito a forma di polpo). 



Un paio di mesi fa diceva spesso "that" (quello) indicando in giro, perché è la parola che usa suo padre ogni volta che gli indica un oggetto. E visto che il papà dice "one, two, three, up" (1, 2, 3, su) ogni volta che lo prende in braccio, adesso Giulio è in grado di finire da frase dicendo l'ultima parola quando lo sente contare. 

Non è un metodo facilissimo da usare con costanza e a volte ci capita qualche occhiata strana quando in giro gli parliamo nello stesso momento in due lingue diverse, ma siamo contenti di fare del nostro meglio per dargli più strumenti possibili per affrontare la sua futura vita adulta. A cominciare da una delle principali lingue straniere. 

La nonna è già preoccupata al pensiero che tra un po' farà fatica a capirlo ma in realtà, a furia di sentire anche lei sempre le stesse parole, le sta assimilando a sua volta, della serie non è mai troppo tardi per imparare qualcosa.

Ho voluto scrivere questo post non per insegnare qualcosa ma semplicemente perchè davvero in tanti mi hanno chiesto incuriositi di saperne di più, condividendo con voi la nostra esperienza.
In diverse biblioteche ormai si trovano anche i libri per l'infanzia in lingua e anche quelli sono molto utili per familiarizzare con la lingua. 



Se l'argomento vi interessa e siete di Reggio Emilia sappiate che allo spazio culturale Orologio Francesco fa spesso le letture per i piccoli di sabato mattina, iscrivetevi alla loro newsletter per rimanere aggiornati (anche su tutte le altre bellissime attività).

Un abbraccio e viva le nuove scoperte!
Sara